Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha escluso la necessità di una manovra correttiva, nonostante la revisione al ribasso delle stime di crescita contenute nel Documento di economia e finanza. Il Def, approvato nei giorni scorsi, fissa la crescita del Prodotto interno lordo per il 2025 allo 0,6%, in calo rispetto alle previsioni precedenti.
Intervenendo su una possibile revisione dei conti pubblici, Giorgetti ha dichiarato: “No, non ci sarà una manovra correttiva. L’ho sempre detto: non è necessario modificare i nostri profili di contabilità, anche alla luce delle previsioni economiche attuali”.
Il ministro ha riconosciuto che la dinamica dell’indebitamento sarà meno favorevole di quanto auspicato, ma ha confermato la linea dell’esecutivo improntata alla continuità e al contenimento della spesa. “Certamente – ha aggiunto – questo comporta un rientro dell’indebitamento meno significativo, ma resta coerente con gli obiettivi di politica economica del governo”.
Giorgetti ha anche richiamato il giudizio delle agenzie di rating, in particolare quello di Standard & Poor’s, che ha recentemente confermato il rating dell’Italia a ‘BBB’ con outlook stabile. Secondo il ministro, si tratta di una conferma della validità dell’impostazione adottata: “Il giudizio dell’agenzia conferma l’impostazione prudente, seria e responsabile del governo italiano”.
Il quadro delineato dal Def e confermato dalle parole del ministro si inserisce in un contesto europeo caratterizzato da un rallentamento generale della crescita e da un aumento dell’incertezza economica. Il governo, al momento, esclude modifiche al piano di finanza pubblica, puntando a mantenere la stabilità dei conti senza ricorrere a misure straordinarie.
