6 Ottobre 2026, martedì
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Maschilità sotto pressione: un uomo su tre teme la propria aggressività

L’indagine Eurispes fotografa un'identità maschile in crisi, sospesa tra modelli tradizionali e nuove consapevolezze. In molti si sentono messi da parte e faticano a riconoscersi nel presente.

Un uomo su tre ha avuto paura, almeno una volta, della propria aggressività. È uno dei dati più significativi che emergono dall’indagine Eurispes intitolata “Che cos’è la maschilità oggi?”, uno studio approfondito sulle percezioni che gli uomini italiani hanno di sé stessi, del proprio corpo, del ruolo sociale che ricoprono e della relazione con le donne.

Il dato non è solo numerico: è il riflesso di un disagio più profondo, quello di una maschilità in trasformazione, costretta a confrontarsi con nuovi modelli culturali e sociali, ma ancora radicata in schemi tradizionali difficili da scardinare. La paura della propria aggressività – o della potenziale tossicità del proprio comportamento – non rappresenta solo un allarme individuale, ma anche un campanello d’allarme collettivo che parla della necessità, sempre più urgente, di ridefinire l’identità maschile.

L’uomo contemporaneo, secondo lo studio, appare spesso “in difficoltà”, “in bilico” tra l’eredità di un ruolo dominante e la richiesta crescente di una maggiore empatia, ascolto e parità. Molti uomini intervistati esprimono la sensazione di essere passati in secondo piano, quasi come se il protagonismo femminile nella lotta per i diritti e il riconoscimento sociale avesse lasciato gli uomini senza una chiara direzione o funzione.

Non si tratta solo di paura o smarrimento: il quadro che emerge è quello di un’identità maschile in fase di transizione. Un percorso complesso che richiede strumenti culturali, educativi ed emotivi per aiutare gli uomini a ricollocarsi in una società che cambia, non come antagonisti, ma come protagonisti consapevoli di una nuova equità.

In definitiva, il report Eurispes non offre risposte definitive, ma pone una domanda cruciale: che cosa significa essere uomo, oggi? Una domanda che sempre più uomini si pongono – e che la società nel suo insieme non può più permettersi di ignorare.

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