5 Ottobre 2026, lunedì
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Zelensky Accusa l’Ambasciata USA di Passività: “La Reazione è Debole di Fronte al Crimine Russo”

Il presidente ucraino risponde alla diplomatica statunitense: “Non possiamo permetterci di temere la verità, né di esitare nel condannare apertamente la Russia.”

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky non ha risparmiato critiche all’ambasciatrice degli Stati Uniti, Bridget Brink, riguardo la sua reazione all’ultimo attacco missilistico russo che ha colpito la città di Kryvyi Rih. Su piattaforme social, Zelensky ha sottolineato un aspetto che ha suscitato il suo disappunto: la diplomatica americana ha evitato di menzionare esplicitamente che il missile in questione fosse russo, una mancanza che il leader ucraino ha giudicato come una reazione troppo timida, se non addirittura “debole”, di fronte all’ennesimo crimine di guerra di Mosca.

“L’attacco a Kryvyi Rih è stato terribile, eppure la risposta di chi rappresenta un paese forte come gli Stati Uniti è stata sorprendentemente debole”, ha dichiarato Zelensky. “Un paese con una forza diplomatica e militare così grande, eppure una reazione così timida di fronte alla morte di innocenti. Hanno persino paura di chiamare le cose con il loro nome, paura di usare la parola ‘russo’ quando si tratta del missile che ha ucciso dei bambini”, ha aggiunto, in un tono che non lasciava spazio a fraintendimenti.

La critica di Zelensky non si è fermata qui: il presidente ucraino ha insistito sul fatto che, in un contesto di guerra, è fondamentale affrontare la realtà senza esitazioni, senza cedere alla paura. “La guerra deve finire, ma non possiamo permetterci di avere paura di chiamare la guerra con il suo vero nome. La Russia è l’unica nazione che continua a ignorare le richieste di cessate il fuoco e a scatenare la violenza contro la nostra gente. Non possiamo esitare a fare pressione su chi è responsabile di questo caos”, ha dichiarato.

Il leader ucraino ha poi rimarcato che è necessario intensificare le sanzioni contro Mosca, soprattutto nei confronti di coloro che contribuiscono a perpetuare il conflitto, colpendo indiscriminatamente con armi balistiche. “La comunità internazionale deve essere più decisa. Non possiamo lasciare che chi fa affidamento sulle bombe balistiche come strumento di politica estera continui a farla franca”, ha concluso Zelensky.

La posizione di Zelensky si inserisce in un contesto internazionale sempre più teso, in cui la risposta alle atrocità russe in Ucraina continua a sollevare dibattiti anche tra alleati strategici. Il presidente ucraino, con le sue parole, ha ribadito l’urgenza di una condanna inequivocabile e di un’azione più concreta nei confronti di Mosca, ritenendo che la parola d’ordine debba essere “pressione” e che non ci si possa più permettere alcuna ambiguità nelle dichiarazioni e nelle politiche internazionali.

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