La presidente del Consiglio ha definito la decisione dell’amministrazione americana “una scelta sbagliata”, ma ha subito precisato che non si tratta di una “catastrofe”. Un tentativo, forse, di sdrammatizzare un provvedimento che rischia di pesare come un macigno sulle esportazioni europee, Italia compresa.
Secondo Meloni, questi dazi danneggiano sia l’economia europea che quella americana, ma a suo dire non giustificano il clima di allarmismo che si sta diffondendo. “Penso che non dobbiamo alimentare l’allarmismo che sto sentendo in queste ore”, ha dichiarato con un tono che sembra quasi voler liquidare il problema con un’alzata di spalle.
La premier ha poi insistito sulla necessità di una strategia condivisa con i partner europei, ma ha anche preso le distanze dalle ipotesi di ritorsione. “Dobbiamo condividere le proposte italiane con l’Unione Europea, ma sono convinta che la strategia migliore non sia rispondere ai dazi con altri dazi”, ha spiegato, dando l’impressione di voler giocare la carta della moderazione a ogni costo.
Mentre gli analisti parlano di un duro colpo per alcuni settori chiave del made in Italy, Meloni appare decisa a non drammatizzare. Resta ora da vedere se il suo approccio diplomatico sarà sufficiente a evitare ripercussioni pesanti per le imprese italiane o se si rivelerà solo un esercizio retorico di ottimismo forzato.
