26 Luglio 2026, domenica
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Incendio Doloso in Concessionaria Tesla a Roma, Musk: “È Terrorismo”

Un rogo distrugge 17 auto elettriche a Roma, e scatta la solidarietà internazionale. Salvini: "Un atto di odio ingiustificato". Indagini in corso per identificare i colpevoli.

Un grave incendio ha colpito una concessionaria Tesla nella periferia di Roma, distruggendo 17 auto elettriche parcheggiate all’interno. L’incendio, che si è sviluppato nella notte, intorno alle 4:30, è stato immediatamente etichettato come un atto doloso, un’azione che ha suscitato indignazione e preoccupazione, soprattutto per le sue implicazioni politiche e sociali. Elon Musk, il miliardario fondatore di Tesla, ha definito l’episodio “terrorismo”, esprimendo tutta la sua condanna per l’accaduto.

Il rogo ha avuto luogo in via Serracapriola, nella zona Torrenova di Roma, un’area periferica che ha visto accorrere immediatamente i vigili del fuoco e la polizia. Fortunatamente, non si sono registrati feriti, ma il danno materiale è stato ingente, con le fiamme che hanno devastato un’intera area parcheggio della concessionaria. I vigili del fuoco hanno prontamente spento l’incendio, ma non prima che le immagini riprese dai droni mostrassero il devastante panorama: le auto distrutte erano allineate in due file, con una terza fila più distante, ormai ridotte a carcasse bruciate.

Le indagini sono ora in mano alla Digos, che sta analizzando il materiale raccolto, comprese le immagini del circuito di videosorveglianza della zona, per identificare i responsabili. L’ipotesi prevalente è quella di un attacco premeditato, ma le forze dell’ordine non escludono altre motivazioni dietro l’incendio.

A livello politico, l’episodio ha sollevato una serie di reazioni. Matteo Salvini, vicepremier e leader della Lega, ha subito espresso solidarietà a Elon Musk e alla casa automobilistica colpita, definendo l’incendio come un atto di “odio ingiustificato”. “La stagione dell’odio e del conflitto deve finire il prima possibile”, ha scritto Salvini su X (ex Twitter). “La mia solidarietà va a Elon Musk e a tutti i lavoratori che sono stati minacciati e aggrediti”.

La vicenda, che ha scosso non solo il mondo dell’automobilismo ma anche l’opinione pubblica, ha sollevato preoccupazioni circa l’intensificarsi della violenza politica e sociale contro aziende e figure di spicco, con il caso Tesla che si inserisce in un contesto più ampio di crescente tensione.

Le indagini continueranno nelle prossime ore, mentre l’episodio rimane un monito su quanto possa diventare delicata la relazione tra la politica, le imprese e le nuove tecnologie, in un periodo segnato da divisioni sempre più marcate.

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