Si è aperta una nuova fase nelle indagini sull’omicidio di Chiara Poggi, il delitto che sconvolse Garlasco nel 2007. La gip di Pavia, Daniela Garlaschelli, ha recentemente autorizzato la richiesta della Procura per un maxi incidente probatorio che coinvolge Andrea Sempio, indagato per l’omicidio della giovane 26enne. L’accertamento scientifico, che si concentra principalmente sul confronto del Dna di Sempio con quello estrapolato dai reperti trovati sulla scena del crimine, prevede anche un’analisi genetica estesa su numerosi campioni, alcuni dei quali non erano mai stati sottoposti ad esame in precedenza.
L’incidente probatorio, che avrà luogo il 9 aprile, coinvolgerà il genetista forense Emiliano Giardina, già consulente nel celebre caso di Yara Gambirasio, nominato dalla giudice per condurre le analisi genetiche. Durante questa udienza, sarà stabilito anche il termine per l’esecuzione degli accertamenti. L’indagine mira a esaminare una lunga lista di reperti, tra cui campioni di Dna trovati su unghie, dita, oggetti quotidiani come confezioni di tè, yogurt, e sacchetti, ma anche su un frammento del tappetino del bagno, mai esaminato prima. Si procederà anche all’analisi dei “para-adesivi”, ossia i residui lasciati dalle impronte, e a una revisione di campioni precedentemente raccolti e risultati inconcludenti.
Il maxi incidente probatorio prevede cinque principali punti di analisi. Il primo riguarda il confronto dei profili genetici estratti dai margini ungueali di Chiara Poggi, campioni raccolti durante l’autopsia e successivamente analizzati nel processo d’appello bis che aveva visto la condanna di Alberto Stasi a 16 anni. Il secondo punto riguarda la possibilità di considerare questi profili genetici ancora “utilizzabili”, data l’evoluzione delle tecniche scientifiche, per confrontarli con quelli di Sempio. Un altro aspetto cruciale riguarda l’estrazione di Dna dai “para-adesivi” delle impronte trovate recentemente, nonché l’analisi di campioni mai analizzati, tra cui il frammento del tappetino del bagno.
Inoltre, la comparazione dei Dna ottenuti dai nuovi esami non si limiterà solo a quello di Sempio, ma includerà anche i Dna di Alberto Stasi, dell’intera famiglia Poggi (compresi i membri maschili) e di tutte le altre persone che frequentavano la villetta di Garlasco al momento dell’omicidio. Il confronto dei Dna di questi soggetti potrebbe fornire nuovi elementi di prova per fare chiarezza su chi fosse realmente presente sulla scena del delitto.
Infine, anche le difese, in particolare quella di Alberto Stasi, potranno nominare consulenti di parte. Stasi, infatti, avrà la possibilità di presentare nuovi esperti come Lutz Roewer e Ugo Ricci, che avevano già lavorato su alcune delle nuove analisi richieste dai pm. Se i campioni raccolti in passato non fossero sufficienti per un confronto completo, la gip potrà disporre ulteriori prelievi per assicurare che tutte le possibili comparazioni vengano effettuate.
Questa nuova fase delle indagini segna un passo fondamentale verso la risoluzione di un caso che, dopo oltre quindici anni, continua a tenere alta l’attenzione dell’opinione pubblica. Con l’avanzamento delle tecnologie scientifiche e un’analisi a 360 gradi dei reperti ritrovati, potrebbe arrivare finalmente una risposta chiara sull’omicidio di Chiara Poggi.
