3 Ottobre 2026, sabato
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Un Viaggio tra Arte, Musica e Teatro per la Cura di Sé: Scampia Ospita Massimo Recalcati e le Arti Universitarie

Il 28 marzo, un evento multidisciplinare coinvolge studenti e pubblico in un'esperienza di riflessione sul desiderio e sull'importanza di gestire le emozioni in un mondo frenetico. Recalcati, musica e teatro al centro di un giorno di grande valore culturale.

Scampia, 28 marzo: Una giornata all’insegna della riflessione e della cura di sé. L’Università degli Studi di Napoli Federico II apre le sue porte a un evento che promuove un dialogo profondo tra arte, psicologia e musica, unendo le forze della scienza, della cultura e delle emozioni. Al centro della scena, lo psicoanalista e saggista Massimo Recalcati, che terrà un seminario dal titolo “Avere cura del proprio desiderio” alle ore 10:00, nell’Aula Magna della sede di Scampia.

L’incontro fa parte dell’iniziativa “L’importanza della cura di sé: come gestire le emozioni in un mondo che corre”, organizzata nell’ambito del progetto interuniversitario APPbenessere – un’azione finanziata dal Ministero dell’Università e della Ricerca, pensata per promuovere il benessere psicofisico della popolazione studentesca. Questo progetto abbraccia il concetto di approccio reticolare e sistemico e si propone di sensibilizzare i giovani alla cura di sé in un periodo storico segnato dalla frenesia e dall’incertezza.

Recalcati, noto per la sua riflessione sulla psicanalisi e sul desiderio umano, torna a parlare a una platea universitaria che lo ha già accolto con entusiasmo durante le celebrazioni per gli 800 anni dalla fondazione dell’Ateneo. Con il suo seminario, lo psicoanalista invita gli studenti a riflettere sulla necessità di prendersi cura dei propri desideri come parte di un processo di autocomprensione e crescita personale, in un mondo che spesso tende a ignorare l’importanza delle emozioni.

Il seminario sarà seguito da un evento che unisce l’arte visiva e musicale. Dopo l’introduzione della professoressa Rita Mastrullo, coordinatrice di PROBEN APPbenessere, si inaugurerà la mostra pittorica “Sguardi laterali” e le sculture “Atlante” e “Il mezzo busto in mattoni”. Le opere sono frutto del lavoro degli studenti dell’Accademia di Belle Arti e intendono diventare uno spazio di partecipazione collettiva, dove ciascun visitatore può contribuire scrivendo anonimamente i propri pensieri, dubbi e speranze, inserendoli all’interno delle sculture, creando così una riflessione aperta sulla condizione umana.

La giornata proseguirà con un intervento musicale dal titolo “Rallenta-Menti”, a cura del San Pietro a Majella Trombone Ensemble, diretto dal M° Nicola Ferro. Il gruppo, composto da talentuosi musicisti, tra cui Michele Raiola, Francesco Fierro, Andrea Scamardella, e molti altri, eseguirà brani che promettono di scuotere le emozioni del pubblico, mescolando energia e riflessione attraverso il suono potente degli ottoni. La performance musicale si concentrerà su due pezzi significativi: Olympic Fanfare di John Williams e La mia Terra di Nicola Ferro. Il trombone, come strumento simbolo di gioventù e vitalità, diventa metafora di un’energia creativa che vuole risvegliare i cuori e le menti, offrendo una speranza di rinascita in un tempo che pare confuso e incerto.

Nel cuore della giornata, un’esibizione teatrale intitolata “La meccanica del cuore: frammenti di parole” coinvolgerà gli studenti del Laboratorio teatrale federiciano, sotto la direzione artistica di Rosaria De Cicco e Annamaria Russo. Il laboratorio attingerà a due celebri autori italiani, Lucio Dalla e Roberto Benigni, per dar vita a un’esperienza che mescola parole, suoni e emozioni. L’idea è quella di risvegliare la meraviglia attraverso l’arte, per far riscoprire il potere della parola come strumento di cura e trasformazione.

A concludere la giornata sarà l’intervento di Massimo Recalcati, che tornerà a parlare al pubblico, questa volta con un focus sulla “parola piena”, intesa come la forza evocativa del linguaggio che non solo esprime il pensiero, ma che diventa strumento di cura e salvezza. La riflessione sulla parola come “cura” richiama il pensiero del filosofo Aldo Masullo, che sosteneva l’importanza di umanizzare le emozioni quotidiane attraverso l’arte, la bellezza, la natura e l’incontro. Questo è il modo in cui possiamo resistere all’erosione del tempo e alla disumanizzazione, portando avanti un discorso che, infine, non è altro che un “discorso d’Amore”.

In un mondo che sembra sempre più disconnesso, quest’evento diventa un’opportunità unica per ritrovare quella connessione profonda con sé stessi e con gli altri, attraverso l’arte, la musica e la riflessione. La cura di sé non è solo un atto individuale, ma una pratica collettiva che va costruita, condivisa e diffusa.

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