Il caso della strage di Erba, che ha scosso l’Italia nel 2006, continua a essere al centro di intensi dibattiti giuridici. Oggi, il Procuratore Generale della Cassazione ha chiesto alla Corte di dichiarare inammissibile il ricorso presentato dai difensori di Olindo e Rosa Bazzi, i coniugi condannati all’ergastolo per l’atroce omicidio di Raffaella Castagna, suo figlio Youssef e la madre della donna, Pasqualina. Il ricorso in questione è contro la decisione della Corte d’Appello di Brescia, che aveva già respinto la richiesta di revisione della sentenza che li ha condannati al carcere a vita.
Secondo il Procuratore Generale Giulio Monferini, le cosiddette “prove nuove” presentate dalla difesa non sono altro che “mere congetture” prive di fondamento. Monferini ha sottolineato come queste prove, che la difesa sostiene possano scagionare i coniugi Bazzi, non siano in grado di demolire i “pilastri” sui quali si è basata la condanna, ossia le dichiarazioni di Michele, il sopravvissuto all’agguato, le confessioni rilasciate dai coniugi durante gli interrogatori, e le tracce ematiche trovate sulla scena del crimine. Il pg ha ulteriormente ribadito che le prove presentate dalla difesa, secondo lui, non hanno alcuna consistenza e non possono in alcun modo minare la solidità delle motivazioni che avevano portato alla condanna.
Il caso, che ha visto i coniugi Bazzi condannati per l’assassinio di quattro persone, è ancora oggi al centro di un acceso dibattito. La difesa ha sempre sostenuto l’innocenza di Olindo e Rosa, ritenendo che le confessioni fossero state estorte con la pressione psicologica durante gli interrogatori. Nonostante gli appelli a favore di una revisione del processo, le richieste di revisione sono state finora respinte.
Ora, con la richiesta del Procuratore Generale, la Cassazione dovrà decidere se accogliere o respingere il ricorso, un passo cruciale che potrebbe chiudere definitivamente una delle pagine più oscure della cronaca italiana degli ultimi decenni.
