Un’idea che sembrava infallibile si è trasformata in un incubo per un trentenne di Cadelbosco di Sopra, in provincia di Reggio Emilia, il quale aveva scelto la cassetta del wc come un nascondiglio sicuro per 11mila euro in contanti e alcuni gioielli. Ma quando, durante un intervento di manutenzione al bagno, due idraulici si sono trovati a lavorare in quella zona, il piano del proprietario è crollato. I due operai – un 40enne e il suo aiutante di 48 anni – avrebbero infatti scoperto il nascondiglio e, secondo l’accusa, rubato il denaro e i gioielli custoditi in una scatola di metallo, prima di sparire nel nulla.
La scoperta del furto è avvenuta solo quella sera, quando il proprietario si è accorto della sparizione. Incredulo e determinato a capire cosa fosse successo, ha deciso di affrontare direttamente i due idraulici, che gli erano stati raccomandati dal padre. Il confronto, inizialmente pacato, è rapidamente degenerato in una violenta colluttazione. Secondo l’accusa, gli idraulici hanno negato ogni coinvolgimento nel furto, ma la discussione si è trasformata in una rissa, con il trentenne che ha riportato gravi lesioni, tra cui un trauma cranio-facciale e una dislocazione mandibolare, con una prognosi di 40 giorni.
La difesa, rappresentata dall’avvocato Claudio Bassi, offre però una versione differente dei fatti: secondo quanto sostenuto dalla difesa, sarebbe stata la vittima ad aggredire per prima l’idraulico 40enne, colpendolo con un pugno e rompendogli gli occhiali. Questo gesto avrebbe scatenato la reazione violenta da parte degli operai.
Il processo per furto aggravato in concorso, e per il 40enne anche di lesioni aggravate, è iniziato nei giorni scorsi davanti al giudice Michela Caputo e proseguirà a settembre, quando saranno ascoltate altre testimonianze e si approfondiranno i dettagli dell’accaduto. Il caso solleva una riflessione sul rischio di affidarsi a professionisti per lavori di manutenzione in casa e sulle possibili conseguenze quando la fiducia viene tradita.
