La tregua tra Israele e Hamas è ufficialmente crollata. Nella notte, il governo israeliano ha avviato nuovi raid aerei sulla Striscia di Gaza, intensificando l’offensiva contro le postazioni del gruppo militante palestinese. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha avvertito che questa è solo la fase iniziale di un’azione militare che, da ora in avanti, vedrà Israele agire con una forza crescente. “D’ora in avanti, i negoziati avverranno solo sotto il fuoco”, ha dichiarato Netanyahu, ribadendo che Hamas ha rifiutato le proposte per il rilascio degli ostaggi e respinto ogni tentativo di mediazione.
Secondo fonti palestinesi, il numero dei morti a causa dei raid israeliani ha superato i 330, mentre il governo di Tel Aviv ha definito la situazione come l’inizio di una violenta escalation. Le forze di difesa israeliane (IDF) hanno messo in atto una serie di bombardamenti aerei su obiettivi strategici lungo tutta la Striscia di Gaza, mirando in particolare a infrastrutture legate ad Hamas. Nel frattempo, Israele ha avvertito gli Stati Uniti prima di avviare gli attacchi, e le autorità israeliane hanno dichiarato che “si apriranno le porte dell’inferno” contro i terroristi.
In un clima di crescente tensione, il leader di Hamas ha risposto accusando Israele di aver condannato gli ostaggi a morte, definendo le trattative come un esercizio inutile. Le famiglie degli israeliani sequestrati, nel frattempo, hanno accusato il governo di Tel Aviv di non aver fatto abbastanza per salvare i loro cari, parlando di una rinuncia a proteggere i prigionieri.
Il governo israeliano ha anche ordinato l’evacuazione dei palestinesi residenti nelle aree della Striscia di Gaza più vicine al confine con Israele, nel tentativo di ridurre al minimo i rischi per i civili in mezzo all’intensificarsi degli scontri.
La comunità internazionale osserva con preoccupazione il rapido deteriorarsi della situazione, mentre Israele si prepara a proseguire le sue operazioni militari, dichiarando che la pace potrà essere raggiunta solo se Hamas cesserà le sue attività militari. Ma per ora, il governo israeliano è determinato a colpire con maggiore forza, mettendo in chiaro che il dialogo si farà solo quando la pressione militare avrà avuto effetto.
