6 Ottobre 2026, martedì
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Riforma della Giustizia, Bufera su Delmastro: “Solo il Sorteggio è Cool”

Le dichiarazioni del sottosegretario scatenano polemiche e richieste di dimissioni. Il ministro Nordio tenta di ridimensionare le accuse, ma l'Anm insorge.

La riforma della giustizia torna al centro delle polemiche politiche dopo le controverse dichiarazioni del sottosegretario Andrea Delmastro. “L’unica cosa figa della riforma è il sorteggio dei togati al Csm, basta”, ha affermato Delmastro durante un colloquio informale, riportato dal “Foglio”. Parole che hanno immediatamente scatenato la reazione delle opposizioni, che ne hanno chiesto le dimissioni, sostenendo che abbia ormai “perso ogni credibilità”. Anche l’Associazione Nazionale Magistrati (Anm) ha sollevato preoccupazioni, ribadendo che la separazione delle carriere rischia di trasformarsi in un pericoloso strumento di controllo da parte del governo.

La Difesa di Delmastro e il Ruolo di Nordio

Di fronte all’esplosione delle critiche, Delmastro ha tentato di ridimensionare la portata delle sue affermazioni, sostenendo che si trattava di “ragionamenti in un colloquio informale”. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio è intervenuto per difendere il sottosegretario, parlando di una “enfatizzazione giornalistica di una discussione complessa” e assicurando che “stiamo lavorando per modificare i criteri della custodia cautelare”.

Nordio ha inoltre definito “sgradevole” il processo alle intenzioni che alcuni membri dell’Anm stanno portando avanti, sottolineando come l’accusa di voler assoggettare il pubblico ministero al potere esecutivo non giovi a un dialogo costruttivo.

Le Parole Controverse

In particolare, Delmastro avrebbe affermato che “dare ai pubblici ministeri un proprio Csm è un errore strategico che, per eterogenesi dei fini, si rivolterà contro”. Secondo il sottosegretario, il rischio è che i pm, avendo un loro organo di autogoverno, “prima ancora di divorare i politici, andranno a divorare i giudici, che hanno il terrore di questa roba”.

La Reazione delle Opposizioni

La mattina successiva, le opposizioni sono insorte con una serie di comunicati in cui hanno chiesto un passo indietro da parte di Delmastro. Il Partito Democratico, il Movimento 5 Stelle, Italia Viva e Alleanza Verdi e Sinistra hanno accusato il governo di aver “calato la maschera”, affermando che la riforma “non basta e servirà a portare il pubblico ministero sotto le direttive del potere esecutivo o, quantomeno, a sottrargli il potere di impulso delle indagini”.

La Pubblicazione dell’Audio e le Conseguenze Politiche

Nel primo pomeriggio, Delmastro ha rilasciato una nota per ribadire che “l’impianto della riforma è ottimo” e che il progetto è “condiviso senza tentennamenti da tutto il centrodestra”. Tuttavia, due ore più tardi, il “Foglio” ha pubblicato sul proprio sito l’audio della conversazione, che ha riacceso la polemica. Le opposizioni hanno visto nell’audio la conferma di una profonda incoerenza del governo, mentre Fratelli d’Italia ha sostenuto che le registrazioni “smontano” le polemiche, dimostrando la solidità della posizione del sottosegretario.

Il Futuro della Riforma

Nonostante il tentativo di stemperare le polemiche, le dichiarazioni di Delmastro hanno sollevato interrogativi sulla reale direzione della riforma della giustizia. Le opposizioni restano sul piede di guerra, l’Anm osserva con preoccupazione e il governo dovrà affrontare un confronto sempre più serrato su uno dei temi più delicati e divisivi dell’attuale legislatura.

La partita sulla giustizia si preannuncia lunga e combattuta, con il rischio che le tensioni interne e le divergenze di visione possano ulteriormente complicare il cammino della riforma.

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