11 Giugno 2026, giovedì
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Aggressione a Milano: Condannati Altri Due Responsabili della Rapina allo Studente

La brutale aggressione nel sottopasso della metro di Milano: pene severe per i responsabili identificati grazie alle telecamere di sorveglianza.

Un viaggio che doveva segnare l’inizio di una nuova avventura universitaria si è trasformato in un incubo. Era arrivato da Bari con un treno notturno, pronto ad affrontare il test d’ingresso al Politecnico di Milano, ma appena giunto nel sottopasso della metropolitana della Stazione Centrale, è stato vittima di un’aggressione violenta e di una rapina. Il giovane, uno studente di 19 anni, è stato accerchiato e pestato da cinque uomini alle 8 del mattino, mentre era al telefono con il padre.

Le indagini, supportate dalle immagini delle telecamere di videosorveglianza, hanno permesso di identificare tre dei responsabili. Gli imputati, cittadini marocchini di 50, 30 e 20 anni, irregolari sul territorio e con precedenti penali, sono stati arrestati per rapina aggravata e condotti in carcere. Le riprese, provenienti da diverse angolazioni, hanno documentato l’intera aggressione, fornendo prove decisive per l’accusa.

Dopo la prima condanna a dicembre, che ha visto infliggere sette anni di reclusione a uno dei malviventi, il Tribunale di Milano ha pronunciato altre due condanne: otto e sei anni di carcere, nel corso di un processo con rito abbreviato condizionato. Il collegio della settima sezione penale, presieduto dalla giudice Paola Maria Braggion, ha stabilito che le motivazioni delle sentenze saranno rese note entro novanta giorni.

Restano tuttavia ancora ignoti due degli aggressori, che non sono stati identificati dalle autorità. L’episodio ha suscitato grande indignazione e ha riacceso il dibattito sulla sicurezza nelle aree nevralgiche della città, in particolare nei pressi delle stazioni ferroviarie e dei mezzi pubblici.

Il giovane studente, traumatizzato dall’accaduto, ha dovuto affrontare non solo le ferite fisiche, ma anche il difficile compito di superare l’esame d’ingresso con il peso emotivo dell’aggressione appena subita. La sua vicenda rimane un simbolo della necessità di intensificare i controlli e garantire maggiore sicurezza nei luoghi pubblici di Milano.

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