Un interrogatorio lungo e complesso ha visto protagonista Maria Rosaria Boccia, imprenditrice finita al centro di un’inchiesta che si arricchisce di nuove accuse. La Procura, dopo un’attenta valutazione, ha modificato l’impianto accusatorio nei confronti della donna, già coinvolta in un’indagine avviata a seguito di un esposto presentato dall’ex ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano.
La principale novità riguarda la riqualificazione del reato di “violenza o minacce a corpo politico”, ora inquadrato come stalking. Una modifica significativa che conferisce un diverso peso alle condotte contestate. Rimane l’accusa di lesioni, mentre si aggiungono due nuovi capi d’imputazione: interferenze illecite nella vita privata e diffamazione. Quest’ultimo reato sarebbe legato a dichiarazioni ritenute false e lesive della reputazione altrui.
Non è tutto. Gli inquirenti contestano anche l’inserimento di false dichiarazioni nel curriculum presentato da Boccia per la gestione di eventi pubblici, un elemento che potrebbe aggravare ulteriormente la sua posizione.
Durante l’interrogatorio, Boccia avrebbe fornito la propria versione dei fatti, respingendo alcune delle accuse e offrendo chiarimenti su altri aspetti dell’inchiesta. Gli avvocati della difesa hanno annunciato l’intenzione di presentare memorie integrative per ribadire l’estraneità della loro assistita rispetto alle imputazioni più gravi.
Le indagini proseguono, mentre la vicenda si conferma densa di risvolti giudiziari e mediatici. Si attendono ulteriori sviluppi che potrebbero ridefinire ancora una volta il quadro accusatorio.
