15 Luglio 2026, mercoledì
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Colpo decisivo alle mafie di Catania e Messina: smantellata la rete criminale dei clan “Cappello-Cintorino”.

Maxi-operazione antimafia in Sicilia: 39 arresti e colpo ai clan "Cappello-Cintorino"

In una delle più imponenti operazioni antimafia degli ultimi anni, i Carabinieri del Comando Provinciale di Messina e i Finanzieri dei Comandi Provinciali di Catania e Messina, su delega delle Direzioni Distrettuali Antimafia (DDA) di Catania e Messina, hanno eseguito due ordinanze emesse dai Giudici per le Indagini Preliminari di entrambe le città. L’operazione ha portato all’applicazione di misure cautelari personali nei confronti di 39 individui, gravemente indiziati di reati connessi a mafia, traffico di stupefacenti, estorsioni, rapine e utilizzo illecito di dispositivi di comunicazione da parte di detenuti.

L’inchiesta, condotta sotto il coordinamento della Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, ha coinvolto oltre 260 tra Carabinieri e Finanzieri. Le operazioni si sono avvalse anche del supporto operativo dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Sicilia”, del Nucleo Cinofili e del 12° Nucleo Elicotteri di Catania, oltre alla Guardia di Finanza con le sue unità cinofile e la Sezione Aerea di Manovra di Catania.

L’evoluzione dei clan tra Catania e Messina

L’indagine, avviata nel 2020, ha delineato l’attuale assetto criminale nei territori a cavallo tra le province di Catania e Messina, confermando il ruolo dominante del clan catanese “Cappello” e la stretta alleanza con la consorteria mafiosa “Cintorino”, attiva soprattutto nei comuni di Calatabiano, Giardini Naxos, Taormina e nelle zone limitrofe.

Le indagini hanno messo in luce come il clan “Cintorino” abbia mantenuto una solida operatività criminale attraverso estorsioni, controllo del territorio, traffico di droga e gestione di armi. Particolarmente allarmante è emerso il coinvolgimento di esponenti del clan nella distribuzione di sostanze stupefacenti e nella riscossione di “pizzi” da operatori economici attivi nei settori dell’edilizia, dei trasporti e del turismo.

Traffico di droga e controllo del territorio

Le indagini hanno svelato un’organizzazione capillare nel traffico di sostanze stupefacenti, principalmente cocaina, hashish e marijuana. Il gruppo, diretto da Christopher Filippo Cintorino, nipote del boss Antonino, era in grado di assicurare una distribuzione stabile e sistematica, con basi operative persino all’interno del cimitero di Giarre, dove sono stati sequestrati 71,5 kg di marijuana “skunk”, quasi 1 kg di hashish e 300 grammi di cocaina.

I sodali utilizzavano codici criptici per comunicare, come riferimenti ad attività di allevamento canino o a bibite gassate per celare trattative sulla droga. Impiegavano anche telefoni dedicati e app di messaggistica sofisticate per sfuggire alle intercettazioni.

Estorsioni e intimidazioni: il potere del terrore

L’attività estorsiva era un pilastro del controllo territoriale: gli imprenditori della zona venivano costretti a versare denaro per “protezione”, pena violenze o danni alle proprie attività. Significativo il ruolo di Mariano Spinella, reggente del clan “Cintorino”, a cui si rivolgevano affiliati e non per la risoluzione di controversie, da questioni economiche a dissidi personali.

Politica e mafia: ombre sulle elezioni

Durante le elezioni regionali del 2022, Riccardo Pedicone del clan “Cappello” avrebbe cercato di sostenere la campagna elettorale di un candidato catanese, pur senza configurare, secondo le indagini, un reato di scambio elettorale politico-mafioso. Tuttavia, l’episodio ha rafforzato la percezione del suo ruolo di peso all’interno dell’organizzazione.

Un’organizzazione fluida e spietata

L’inchiesta ha rivelato come i vertici dei gruppi criminali si avvicendassero in caso di necessità, garantendo la continuità delle attività illecite. Emblematico il caso di Matteo Fortunato Crimi, che ha temporaneamente sostituito il capo del gruppo durante la sua convalescenza a seguito di un conflitto a fuoco.

Lotta senza tregua: un messaggio alle mafie

Le indagini hanno già portato, nel corso del tempo, all’arresto in flagranza di 17 persone e al sequestro di oltre 11 kg di stupefacenti. La sinergia tra le forze dell’ordine ha consentito di smantellare un sistema criminale radicato e pericoloso, dimostrando che lo Stato resta vigile e determinato nel contrastare ogni forma di infiltrazione mafiosa.

Questa operazione rappresenta un segnale forte contro le mafie siciliane, un duro colpo inferto a organizzazioni che da anni seminano terrore e controllano illegalmente intere porzioni del territorio siciliano.

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