6 Ottobre 2026, martedì
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Fulco Pratesi, il pioniere dell’ambientalismo italiano ci ha lasciati

L’architetto della natura e fondatore del WWF Italia si spegne a 90 anni

Si è spento all’età di 90 anni Fulco Pratesi, ambientalista visionario, giornalista, illustratore e politico, nonché fondatore del WWF Italia. Ricoverato in un ospedale di Roma, le sue condizioni si sono rapidamente aggravate, portando alla sua scomparsa. Con lui se ne va una figura centrale dell’ecologismo italiano, ma resta indelebile la sua eredità di battaglie e conquiste per la tutela della natura.

Un addio colmo di riconoscenza

Il WWF Italia, l’organizzazione che Pratesi ha creato e guidato per decenni, ha annunciato la sua scomparsa con parole cariche di emozione: “Con grandissima tristezza e un pizzico di incredulità vi comunichiamo che il nostro Fulco ci ha lasciati. Era stato ricoverato con la speranza di una pronta guarigione, ma la situazione si è rivelata più complessa del previsto. Non ci sono parole sufficienti per raccontare cosa la sua vita abbia significato per molti di noi e per l’ambientalismo italiano. Ci lascia il compito di difendere le conquiste degli anni passati e di immaginarne di nuove… e lo faremo, insieme”.

Parole che testimoniano il vuoto lasciato da Pratesi ma anche la volontà di portare avanti il suo sogno di un mondo più sostenibile e rispettoso dell’ambiente.

Una vita dedicata alla natura

Nato a Roma nel 1934, Fulco Pratesi trascorse l’infanzia tra la città e la campagna del Viterbese, dove nacque il suo legame con la natura. In gioventù si appassionò alla caccia, ma un episodio cambiò radicalmente il suo percorso. Nel 1963, durante una battuta nelle foreste dell’Anatolia, si trovò di fronte a un’orsa con tre cuccioli. Un incontro che lui stesso definì “folgorante” e che lo spinse ad abbandonare il fucile per dedicarsi alla tutela della fauna selvatica.

Tornato in Italia, vendette il fucile e acquistò una macchina fotografica. Poco dopo venne a conoscenza della nascita del World Wildlife Fund in Svizzera e decise di portare l’organizzazione anche in Italia. Nel 1966, grazie alla sua determinazione e al supporto di un gruppo di amici, fondò il WWF Italia. “Avevamo pochi soldi, ma tantissimo entusiasmo”, raccontava Pratesi, e proprio quell’entusiasmo lo accompagnò fino all’ultimo giorno della sua vita.

Un pilastro dell’ambientalismo e della politica ecologista

Nel corso degli anni, Pratesi contribuì in modo determinante all’approvazione di leggi fondamentali per la tutela della natura in Italia, tra cui la legge 157 sulla protezione della fauna selvatica e quella sui parchi naturali del 1991.

Oltre al suo impegno nel WWF, fu anche parlamentare con i Verdi dal 1995 al 1997, continuando a battersi per politiche ambientali più rigorose e una maggiore consapevolezza ecologica. Il suo più grande orgoglio erano le oltre 100 Oasi WWF create nel Paese, luoghi protetti dove la natura poteva prosperare senza minacce.

Pratesi non smise mai di raccontare e illustrare la bellezza del mondo naturale: oltre ad essere presidente onorario del WWF Italia, fu direttore responsabile della storica rivista Panda, un riferimento per generazioni di ambientalisti e appassionati di natura.

Il ricordo di chi lo ha conosciuto

Luciano Di Tizio, presidente del WWF Italia, ha sottolineato il profondo amore di Pratesi per la sua famiglia e per la natura, che lui stesso definiva “il mio quinto figlio”. Alessandra Prampolini, direttrice generale del WWF Italia, ha aggiunto: “Per molti di noi, Fulco è parte delle memorie dell’infanzia, con la sua firma elegante in calce alle lettere che ci facevano sognare raccontando di animali e luoghi meravigliosi”.

Con la sua passione e il suo instancabile impegno, Fulco Pratesi ha ispirato intere generazioni a difendere il pianeta. Oggi, il modo migliore per onorarne la memoria è proseguire il suo lavoro, con la stessa dedizione e amore per la natura che lo ha guidato per tutta la vita.

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