Un terremoto giudiziario scuote la Regione Molise. Il presidente Francesco Roberti è ufficialmente indagato per corruzione nell’ambito di un’inchiesta condotta dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Campobasso. L’indagine coinvolge complessivamente 47 soggetti, tra cui 45 persone fisiche e 2 società, accusati a vario titolo di reati gravi come estorsione, traffico illecito di rifiuti e turbativa d’asta. Nei giorni scorsi è stato notificato l’avviso di conclusione delle indagini, passaggio che prelude a un possibile rinvio a giudizio.
Roberti ha confermato il proprio coinvolgimento nell’inchiesta, ponendo fine alle insistenti indiscrezioni circolate nelle ultime ore. A essere indagata, insieme a lui, è anche la moglie. Il governatore ha tuttavia respinto con fermezza ogni addebito, dichiarando: “Ho sempre agito nel pieno rispetto della legge e con la massima correttezza. Sono sereno e fiducioso nella giustizia”.
L’inchiesta della Dda di Campobasso getta un’ombra pesante sull’amministrazione regionale e potrebbe avere ripercussioni significative sul panorama politico molisano. Gli inquirenti stanno esaminando il quadro probatorio per accertare eventuali responsabilità e il livello di coinvolgimento degli indagati.
Al momento, gli sviluppi restano in divenire, con l’attesa di possibili nuove rivelazioni e ulteriori approfondimenti sulle dinamiche illecite contestate. L’opinione pubblica e il mondo politico regionale osservano con attenzione l’evolversi della vicenda, che potrebbe segnare una svolta nell’assetto istituzionale del Molise.
