22 Settembre 2026, martedì
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Santanchè Risponde alla Camera: “Non Sono Sola, La Maggioranza degli Italiani È con Me”

La ministra del Turismo, in occasione della discussione sulla mozione di sfiducia, ribadisce il suo impegno e il sostegno di gran parte della nazione, accusando la stampa di pregiudizi e distorsioni.

In un clima di tensione e confronto, la ministra del Turismo Daniela Santanchè ha preso la parola alla Camera dei deputati, intervenendo nella discussione sulla mozione di sfiducia individuale presentata dalle opposizioni nei suoi confronti. Un’occasione per ribadire la propria posizione, chiarire le proprie ragioni e rispondere alle accuse che la riguardano, a pochi giorni dalla presentazione della mozione.

Con tono fermo, Santanchè ha esordito: “Mi trovo oggi a rispondere per la seconda volta a una mozione di sfiducia, anche se questa volta gli argomenti posti alla base della richiesta riguardano fatti che sono antecedenti al mio giuramento da ministro.” Una precisazione che ha messo in evidenza come le circostanze contestate siano, a suo avviso, estranee al suo ruolo attuale e risalenti a un periodo precedente al suo incarico.

Non è mancato, nella sua replica, un appello al sostegno di coloro che la supportano. “Non mi sento sola”, ha dichiarato con convinzione, ringraziando i colleghi che l’hanno accompagnata durante il dibattito. La ministra ha poi aggiunto: “Non mi sento sola nemmeno nel nostro Paese, perché nella battaglia per il garantismo con me c’è la maggioranza degli italiani.” Un chiaro riferimento alla sua visione di giustizia, che in questo frangente appare come una difesa contro quello che considera un processo mediatico ingiusto.

Santanchè ha inoltre sottolineato la sua posizione riguardo alla libertà di stampa, ma ha anche espresso forte delusione per alcune ricostruzioni giornalistiche. “I giornali possono scrivere ciò che vogliono, anche se non c’erano quando io parlavo, ma non scrivano ciò che non ho detto”, ha affermato con fermezza. In particolare, ha evidenziato la distorsione delle sue parole su alcuni quotidiani nazionali, esprimendo stupore e disappunto per la “manipolazione” delle sue dichiarazioni.

Il tema del pregiudizio mediatico è stato centrale nel suo intervento. “È evidente che il pregiudizio di certa stampa non si ferma davanti a niente, pur di creare una notizia alle spese della sottoscritta”, ha accusato la ministra, lasciando intendere che molte delle critiche nei suoi confronti siano mosse da un intento polemico piuttosto che da una reale analisi dei fatti.

Infine, Santanchè ha voluto chiarire la sua posizione nei confronti del suo partito e del governo, concludendo il suo discorso con una dichiarazione netta: “Non ho mai detto ‘chissenefrega del partito’, ma ‘chissenefrega di chi mi critica’. Sono una donna di partito, e lo sono sempre stata.” E a chiusura, ha affermato senza esitazione: “Se il mio presidente del Consiglio mi chiedesse di dimettermi, non avrei dubbi.” Un’affermazione che rinforza il legame con il suo governo e la sua lealtà nei confronti di Giorgia Meloni, pur lasciando spazio alla riflessione sul proprio futuro politico.

Con queste parole, Santanchè ha cercato di rispondere alle polemiche e di ribadire la sua integrità, non solo come ministra, ma anche come figura politica a difesa del garantismo e del diritto alla difesa, alimentando un dibattito che, nelle prossime settimane, continuerà ad alimentare il confronto all’interno della politica italiana.

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