25 Settembre 2026, venerdì
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Meloni alla Cpac: “Trump resta vicino all’Europa. Difenderemo i nostri interessi sui dazi”

Dopo la polemica su Bannon, il premier interviene alla convention dei conservatori Usa e apre a un possibile summit in Italia

La tempesta mediatica scatenata dal saluto romano di Steve Bannon non ha fermato i lavori della Conservative Political Action Conference (Cpac), il più grande raduno dei conservatori americani. Tra gli interventi di spicco di questa edizione, quello in videocollegamento della premier italiana Giorgia Meloni ha attirato l’attenzione internazionale. Con un discorso carico di messaggi politici e riferimenti ai valori condivisi tra Italia e Stati Uniti, Meloni ha ribadito la solidità dell’asse transatlantico e ha affrontato temi caldi come i dazi commerciali e il futuro delle relazioni Usa-Europa.

“Conosco Trump, è forte ed efficace. Non si allontanerà dall’Europa”, ha dichiarato Meloni, sgombrando il campo dai dubbi sulle future dinamiche geopolitiche. E sulla questione dei dazi ha sottolineato: “Ognuno difenderà i propri interessi, ma senza compromettere l’amicizia tra i nostri Paesi”.

Un legame storico tra Italia e Stati Uniti

Il premier ha approfittato della platea americana per rafforzare l’immagine di un’Italia centrale nello scacchiere internazionale. “Mi rivolgo a voi con l’orgoglio di rappresentare una nazione straordinaria come l’Italia, legata agli Stati Uniti da un vincolo profondo, forgiato dalla storia e da valori condivisi”, ha affermato Meloni.

Rivendicando il lavoro del suo governo nel riposizionare l’Italia come attore chiave sulla scena globale, ha aggiunto: “Stiamo riformando e modernizzando il Paese per riconquistare il ruolo di leader che meritiamo. Vogliamo un’Italia che torni a stupire il mondo”.

Non sono mancati i ringraziamenti al Cpac: “Avete creato una rete globale che dà voce a chi non ne aveva. È una battaglia che va oltre i confini degli Stati Uniti, riguarda l’intero mondo occidentale”.

Il nodo dei dazi e le sfide geopolitiche

Uno dei temi più spinosi affrontati dalla premier è stato quello dei dazi commerciali, un argomento sempre delicato nei rapporti tra Europa e Stati Uniti. Meloni ha citato il recente intervento del senatore J.D. Vance a Monaco, in cui si sottolineava l’importanza di sapere “cosa si sta difendendo” prima di parlare di sicurezza. “Sui dazi ognuno difenderà i propri interessi, ma la nostra amicizia resta intatta”, ha assicurato il premier, mettendo in guardia sui rischi di un’escalation commerciale che “favorirebbe altre grandi potenze”.

Il messaggio è chiaro: tutelare l’economia nazionale senza compromettere l’equilibrio delle alleanze occidentali.

Bannon e le polemiche: “Serve una presa di distanza chiara”

A gettare ombre sull’evento è stato il gesto controverso di Steve Bannon, protagonista di un saluto romano che ha sollevato un’ondata di critiche. Giorgio Mulè, vicepresidente della Camera e membro di Forza Italia, ha chiesto un netto dissociarsi da parte della premier: “Quel gesto richiama rituali legati a una storia sepolta nel sangue di milioni di persone. Sono certo che Meloni prenderà le distanze. Non c’è nulla su cui scherzare”.

Mulè ha ribadito l’incompatibilità di simili simboli con la comunità democratica italiana: “Anche solo evocare certe ideologie significa infliggere un danno profondo all’umanità”.

Cpac in Italia? L’ipotesi prende forma

Nonostante le polemiche, i rapporti tra Cpac e Fratelli d’Italia sembrano consolidarsi. Matt Schlapp, presidente dell’American Conservative Union e organizzatore della convention, ha aperto alla possibilità di ospitare il prossimo summit in Italia: “Stiamo lavorando con FdI e siamo perfettamente allineati con Meloni. Vorremmo che il prossimo Cpac europeo si svolgesse proprio lì”.

Schlapp ha sottolineato l’importanza strategica dell’Italia in Europa e la convergenza politica con l’attuale governo. “Speriamo che Meloni ci inviti ufficialmente. L’Italia sarebbe la cornice perfetta per il nostro prossimo incontro”, ha dichiarato in un’intervista a La Repubblica.

L’idea di spostare la convention europea in Italia, finora organizzata in Ungheria, è in discussione da tempo, ma gli ostacoli economici hanno frenato i piani. I costi elevati di un evento di tale portata richiederebbero ingenti investimenti da parte di sponsor e istituzioni italiane. Tuttavia, il clima politico attuale sembra favorevole a riaprire il dossier.

Verso nuove alleanze nel conservatorismo globale

Il collegamento di Giorgia Meloni alla Cpac ha consolidato il suo ruolo di figura di riferimento per il conservatorismo internazionale. Con l’ipotesi di una futura convention italiana sul tavolo e il rafforzamento dei legami transatlantici, il premier continua a intrecciare alleanze strategiche che potrebbero ridefinire gli equilibri politici, non solo in Europa ma anche nel panorama occidentale più ampio.

L’eventuale arrivo del Cpac in Italia rappresenterebbe un segnale forte: il conservatorismo globale guarda sempre più a Roma come a un nuovo polo di riferimento. E mentre le polemiche su Bannon infiammano il dibattito, il dialogo tra le sponde dell’Atlantico prosegue, tra convergenze politiche e delicate manovre diplomatiche.

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