Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha preso una posizione netta riguardo l’accordo proposto dagli Stati Uniti sulle terre rare, annunciando che ha deciso di rifiutarlo. Secondo quanto dichiarato dal presidente, la proposta inizialmente concordata a livello ministeriale con Washington non rispondeva alle esigenze di sicurezza per l’Ucraina, motivo per cui ha scelto di non far firmare l’accordo dai suoi ministri. Zelensky ha chiarito che, come presidente, sente la responsabilità di garantire che ogni accordo tuteli adeguatamente gli interessi strategici del suo paese. “Non è ancora pronto a proteggere i nostri interessi”, ha affermato con determinazione, esprimendo la necessità di integrare nell’accordo delle garanzie più solide sul piano della sicurezza.
Nel frattempo, durante la Conferenza di Monaco sulla sicurezza, Keith Kellogg, ex inviato di Donald Trump per l’Ucraina, ha suscitato un acceso dibattito quando ha dichiarato di non vedere un ruolo per l’Europa al tavolo dei negoziati sulla guerra tra Mosca e Kiev. Pur riconoscendo l’importanza degli interessi europei, Kellogg ha sottolineato che l’Europa non sarà direttamente coinvolta nei futuri colloqui decisionali. Le sue parole hanno scatenato reazioni contrastanti, visto il crescente coinvolgimento dell’Unione Europea nel conflitto e nelle sue dinamiche politiche e diplomatiche.
Zelensky, presente a Monaco, ha colto l’occasione per ribadire la necessità di una risposta unitaria europea al conflitto, suggerendo la creazione di truppe comuni sul modello della Nato per garantire una maggiore sicurezza sul fronte ucraino. Per lui, infatti, l’unica vera garanzia per la protezione dell’Ucraina rimane l’adesione al Patto Atlantico. Tuttavia, il presidente ha anche riconosciuto la delicatezza della situazione e la complessità degli scenari internazionali che l’Ucraina deve affrontare.
Intanto, il ministro degli Esteri polacco, Radoslaw Sikorski, ha dichiarato che, secondo fonti a lui vicine, un summit europeo sulla guerra si terrà lunedì in Francia. Tuttavia, l’Eliseo ha smentito tali informazioni, parlando invece di “discussioni in corso per un possibile incontro informale”. La possibilità di un incontro di alto livello, seppur ancora incerta, alimenta comunque il dibattito su come l’Europa possa e debba intervenire in modo più incisivo nel processo di negoziazione per una risoluzione del conflitto.
Da parte sua, il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, ha posto l’accento sulla necessità di un impegno concreto da entrambe le parti, russi e ucraini, per arrivare a un cessate il fuoco. Secondo Tajani, se Zelensky è pronto a avviare trattative di buon senso, la comunità internazionale dovrebbe sostenere questo sforzo. Un’opinione condivisa da molti osservatori, che vedono nella diplomazia un’opportunità per spezzare l’impasse e aprire la strada a una soluzione pacifica del conflitto.
