6 Ottobre 2026, martedì
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Il Ritorno di un Capolavoro: Dopo 23 Anni, la Restituzione del Dipinto Rubato alla Chiesa di San Grato

Il dipinto del XVIII secolo "San Grato in estasi" ritrovato dai Carabinieri dopo più di due decenni. La restituzione avviene grazie alla meticolosa azione di recupero del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale.

Il 2 febbraio 2025, alle ore 10.30, nella chiesa parrocchiale di Sant’Ambrogio a Sordevolo (BI), è avvenuto un evento atteso da più di vent’anni: il dipinto “San Grato in estasi”, risalente al XVIII secolo e rubato nel 2001 dalla chiesa di San Grato al Colle di Sordevolo, è stato restituito alla comunità locale. Il prezioso quadro, un olio su tela di autore ignoto, è stato consegnato ufficialmente al Vicario Episcopale Don Fabio De Lorenzo, in rappresentanza del Vescovo, in una cerimonia che ha visto la partecipazione di diverse autorità, tra cui l’architetto Roberta Antonelli, responsabile dell’Ufficio Beni Culturali della diocesi di Biella, il Parroco, il Sindaco e la comunità di Sordevolo.

Un furto che ha segnato la storia della comunità

Il dipinto raffigura San Grato, vescovo di Aosta, in un paesaggio bucolico mentre si trova in estasi, in ginocchio, con un angelo che gli regge il pastorale. L’opera, di dimensioni 93×70 cm, era stata restaurata poco prima del furto, avvenuto tra la notte del 22 e del 23 luglio 2001, quando ignoti ladri avevano rubato non solo il dipinto ma anche altri beni ecclesiastici dalla piccola e isolata chiesa di San Grato al Colle.

L’immediata denuncia da parte del parroco Don Luciano Acquadro, che, avvertito da un parrocchiano attento, notò una porta forzata, ha avviato l’inchiesta. La denuncia, accompagnata dalle fotografie dell’opera e degli altri beni trafugati, è stata inserita nel database internazionale dei beni culturali illecitamente sottratti, creando un collegamento fondamentale per il futuro recupero dell’opera.

L’importanza della Banca Dati e l’intuizione investigativa

Questa banca dati, gestita dal Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, raccoglie oltre 8 milioni di beni culturali controllati, di cui 1,7 milioni sono oggetti da ricercare. L’accurato e costante monitoraggio delle fiere e dei mercati dell’arte ha portato, nel giugno 2024, a un’importante scoperta. I Carabinieri del Nucleo TPC di Bologna hanno individuato il dipinto in vendita presso un commerciante di Livorno. Grazie alla comparazione con la fotografia inserita nel database, è stato confermato che si trattava proprio del dipinto rubato nel 2001.

Le indagini hanno portato alla convalida del sequestro del bene da parte della Procura della Repubblica di Livorno, che ha disposto la restituzione dell’opera alla parrocchia di Sant’Ambrogio di Sordevolo, dove oggi, finalmente, l’opera è tornata a casa.

Un’azione fondamentale per la tutela del patrimonio culturale

Il recupero del dipinto è il risultato di una rigorosa attività investigativa, che si avvale della collaborazione tra i Carabinieri, gli esperti d’arte dell’Ufficio Beni Culturali della Diocesi di Biella, e delle forze locali. Inoltre, la restituzione di beni ecclesiastici è regolata dal “Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio”, che stabilisce l’inalienabilità di queste opere e annulla ogni transazione di acquisto o vendita, anche in buona fede, che coinvolga tali beni.

L’intervento dei Carabinieri ha permesso il ritorno di un bene che non solo ha un valore artistico inestimabile, ma che è anche parte integrante della storia e della devozione di una comunità. La restituzione di queste opere non riguarda soltanto il recupero di oggetti di valore, ma il ritorno alla collettività di un patrimonio culturale che lega le persone ai luoghi e alle tradizioni locali.

Il ruolo essenziale delle forze di polizia nella tutela del patrimonio

Il Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Bologna, con la sua instancabile azione di monitoraggio e controllo, rappresenta una delle forze principali nella protezione del patrimonio artistico e religioso italiano. Ogni anno, grazie alla cooperazione con esperti, appassionati e istituzioni, vengono recuperate numerose opere trafugate, restituendo alle comunità beni di immenso valore storico e spirituale.

Questo caso conferma l’importanza della vigilanza continua e della collaborazione tra le autorità locali, le istituzioni culturali e la popolazione nella lotta contro il traffico illecito di beni culturali. Una vittoria per la cultura e la fede, che riafferma la centralità del patrimonio artistico nel tessuto sociale e identitario delle comunità italiane.

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