15 Agosto 2026, sabato
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Colpo alla criminalità: sequestrati beni per 1,3 milioni di euro a un noto pregiudicato

La lotta alla criminalità organizzata si intensifica con un nuovo sequestro a Bari. Ville di lusso e terreni sottratti a un pregiudicato legato a violente rapine e traffici illeciti.

Questa mattina, i Carabinieri del Comando Provinciale di Bari hanno portato a termine un’importante operazione contro il crimine organizzato, eseguendo un decreto di sequestro emesso dal Tribunale – Sezione Misure di Prevenzione di Bari, presieduto dalla dottoressa Giulia Romanazzi. L’iniziativa è avvenuta su richiesta della Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Bari e ha colpito un noto pregiudicato della zona, Carmine Fratepietro, classe 1978, già condannato per gravi reati tra cui riciclaggio, ricettazione, rapina e porto illegale di armi.

Un curriculum criminale impressionante

Fratepietro è noto per il suo ruolo in una serie di spettacolari assalti a furgoni portavalori e istituzioni finanziarie. Uno degli episodi più eclatanti risale al 29 febbraio 2016, quando prese parte a un assalto paramilitare contro un portavalori sulla strada statale 16, nei pressi di Trinitapoli. Il convoglio, che trasportava circa 3 milioni di euro, fu bloccato da un gruppo di dieci uomini armati. Sebbene il colpo fosse stato pianificato nei minimi dettagli, il bottino fu limitato a 725 mila euro a causa del sistema di sicurezza che saturò il vano di carico con schiuma.

Non meno impressionante è il coinvolgimento di Fratepietro nell’assalto al caveau di una società di vigilanza a Caraffa (Catanzaro) il 4 dicembre 2016. In quell’occasione, insieme ad altri 15 complici e con il presunto “benestare” delle ’ndrine calabresi, utilizzò una ruspa dotata di martello pneumatico per penetrare nel caveau, portando via 8,5 milioni di euro.

Un ulteriore episodio, datato 19 ottobre 2015, vede Fratepietro coinvolto in un altro assalto a un portavalori nei pressi di Bari. Insieme a un gruppo di 15 uomini armati di kalashnikov, riuscì a sottrarre centinaia di migliaia di euro da un mezzo diretto alla Banca d’Italia.

Beni di lusso sotto sequestro

Il sequestro odierno ha riguardato beni per un valore complessivo di 1,3 milioni di euro, formalmente intestati alla compagna del pregiudicato. Tra i beni colpiti figurano due ville di lusso situate nelle campagne di Andria e tre terreni ubicati a Trinitapoli (FG). Questi beni erano già stati oggetto di una confisca, sebbene non definitiva, nell’ambito di un altro procedimento penale.

La strategia della DDA

Il provvedimento del Tribunale accoglie integralmente la proposta della DDA di Bari, che ha basato la sua richiesta su un attento lavoro di ricostruzione patrimoniale condotto dalla Sezione specializzata del Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Bari. Gli accertamenti hanno evidenziato una discrepanza tra il tenore di vita di Fratepietro e i redditi ufficialmente dichiarati, fornendo un quadro probatorio solido sull’origine illecita della sua ricchezza.

Un colpo al cuore della criminalità organizzata

Questo risultato rappresenta un passo significativo nella lotta alla criminalità organizzata. Le indagini patrimoniali e finanziarie si confermano strumenti fondamentali per contrastare le nuove forme di attività criminale, colpendo i patrimoni accumulati illecitamente. L’operazione, frutto della sinergia tra magistratura e forze investigative specializzate, dimostra ancora una volta l’importanza di un approccio integrato nella prevenzione e repressione del crimine.

Mentre le indagini proseguono, l’azione di oggi rappresenta un monito per chi pensa di poter eludere la legge: la giustizia non si ferma e utilizzerà ogni mezzo per assicurare la sicurezza dei cittadini e il ripristino della legalità.

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