6 Ottobre 2026, martedì
HomeItaliaFrode doganale a Trieste: condanna record per un ex impiegato delle Dogane

Frode doganale a Trieste: condanna record per un ex impiegato delle Dogane

Un risarcimento da 2,1 milioni di euro per danni erariali e un caso giudiziario senza precedenti in Friuli Venezia Giulia.

A cura di Ella Ayoub

Un clamoroso caso di frode fiscale ha scosso il Friuli Venezia Giulia, portando a una condanna senza precedenti da parte della Corte dei Conti. Francesco Condemi, ex impiegato dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM), è stato condannato a risarcire lo Stato con la cifra record di 2,1 milioni di euro per aver causato ingenti danni erariali attraverso un sofisticato sistema di evasione fiscale. La sentenza, che ha avuto come protagonista il 63enne, originario di Reggio Calabria e residente a Trieste, è stata emessa dalla sezione regionale della Corte dei Conti, incaricata di recuperare i danni derivanti da frodi contro lo Stato.

Il caso risale a un periodo tra novembre 2017 e aprile 2018, quando Condemi lavorava al Servizio transiti del Punto Franco Nuovo di Trieste. Utilizzando il computer e le credenziali di un collega, ha emesso 15 false bollette di esportazione che attestavano l’uscita di alcolici verso Paesi extra-UE, consentendo ai produttori di sottrarre merci al pagamento di accise e IVA. La truffa si fondava su un semplice ma efficace schema: le merci non venivano mai esportate, ma restavano nel territorio italiano, permettendo ai produttori di rivenderle clandestinamente a un prezzo inferiore al valore di mercato. Condemi, sfruttando il suo ruolo, certificava falsamente l’uscita delle merci, agevolando così l’evasione fiscale.

La Corte dei Conti ha calcolato il risarcimento dovuto a Condemi, fissandolo pari al valore dell’evasione fiscale generata dalle sue azioni. Nel frattempo, la magistratura ordinaria prosegue nell’indagine per individuare eventuali complici o responsabili aggiuntivi, compresi i produttori coinvolti nella frode. A seguito dell’inchiesta, Condemi è stato licenziato senza preavviso dall’ADM nel 2024 e condannato dal Tribunale di Trieste per accesso abusivo a sistema informatico. Tuttavia, è stato assolto dall’accusa di calunnia.

Una delle vicende più drammatiche legate al caso ha riguardato un collega di Condemi, inizialmente arrestato e sottoposto a carcerazione preventiva con l’accusa di essere coinvolto nella frode. Fortunatamente, le indagini hanno dimostrato la sua totale estraneità ai fatti, e Condemi è stato condannato a risarcirlo con 160.000 euro per i danni morali e patrimoniali subiti.

Le indagini hanno svelato come Condemi approfittasse delle assenze del collega per accedere al suo computer, emettere le bollette false e cancellare ogni traccia compromettente. Le immagini delle telecamere di sorveglianza dell’ufficio hanno fornito prove inequivocabili del suo comportamento illecito.

Il direttore generale dell’ADM, Gregorio Colacicco, ha sottolineato come il caso dimostri l’importanza di rafforzare i controlli interni dell’agenzia, per prevenire il verificarsi di simili frodi e tutelare i lavoratori onesti. La condanna di Condemi segna un passo significativo nella lotta contro la corruzione e le frodi fiscali in Italia, rappresentando una delle punizioni più severe mai inflitte dalla magistratura contabile del Paese.

Sponsorizzato

Ultime Notizie

Commenti recenti