Il giornalismo sportivo italiano perde una delle sue figure più luminose. Rino Tommasi, voce iconica del tennis e della boxe, si è spento all’età di 90 anni, dopo una carriera straordinaria che ha attraversato oltre mezzo secolo. Con la sua penna elegante e il suo racconto appassionato, Tommasi ha saputo trasformare lo sport in poesia, diventando un punto di riferimento per generazioni di appassionati.
Tra le firme più prestigiose di quotidiani come La Gazzetta dello Sport, Tuttosport e Il Messaggero, Rino Tommasi ha lasciato un segno indelebile anche in televisione. Nel 1981 è stato nominato primo direttore della redazione sportiva di Canale 5, dove ha introdotto al pubblico italiano eventi di portata mondiale come il Super Bowl e ha creato il celebre programma “La grande boxe”, dando nuova linfa a una disciplina che amava profondamente.
La sua passione per lo sport lo ha portato a trasferirsi nel 1991 a Tele+, poi divenuta Sky, dove ha continuato a raccontare con ineguagliabile competenza il tennis e la boxe. Il suo impegno giornalistico è stato straordinario: tredici edizioni dei Giochi Olimpici seguite sul campo, oltre quattrocento incontri internazionali di pugilato commentati e ben centoquarantanove tornei del Grande Slam vissuti da protagonista.
Rino Tommasi era molto più di un giornalista: era un narratore, un uomo capace di intrecciare il rigore dell’analisi con l’emozione del racconto. Il suo sodalizio con Gianni Clerici — altra figura leggendaria del tennis italiano — ha regalato al pubblico momento indimenticabile, trasformando le cronache dei tornei in autentici spettacoli culturali.
La sua versatilità era unica. Non solo tennis e boxe, ma anche il calcio, l’atletica e molti altri sport hanno trovato spazio nella sua lunga carriera, che è stata una celebrazione del valore educativo e unificante dello sport.
Con la scomparsa di Rino Tommasi, lo sport italiano perde una delle sue voci più autorevoli, un maestro capace di trasmettere la bellezza e la complessità del gesto atletico. La sua eredità vivrà nei ricordi di chi ha avuto il privilegio di ascoltarlo e leggerlo, e nelle storie che ha saputo raccontare con straordinaria maestria.
