6 Ottobre 2026, martedì
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Mistero in mare: la nave russa Ursa Major affonda nel Mediterraneo

Un'esplosione nella sala macchine, due marinai dispersi e molti interrogativi: Mosca conferma l’incidente mentre l’intelligence ucraina ipotizza retroscena oscuri

Si tinge di giallo la vicenda della nave cargo russa Ursa Major, affondata nelle acque del Mediterraneo tra la Spagna e l’Algeria. L’imbarcazione, ufficialmente impegnata nel trasporto di container vuoti, era partita da San Pietroburgo dodici giorni prima e avrebbe dovuto raggiungere Vladivostok il 22 gennaio. Un’esplosione nella sala macchine, causata da un presunto guasto al tubo del carburante, ha scatenato il disastro: due membri dell’equipaggio risultano dispersi, mentre altri quattordici sono stati tratti in salvo e trasferiti al porto di Cartagena, in Spagna.

L’incidente, confermato dal Cremlino, ha sollevato diverse ipotesi sulle reali attività della nave. Fonti vicine all’intelligence ucraina sostengono che la Ursa Major fosse coinvolta nel trasporto di armi dalla Siria, un’operazione che potrebbe spiegare il sospetto guasto e l’esplosione. A complicare il quadro, le informazioni di altre fonti che collegano l’incidente ad attività logistiche russe nell’area mediterranea, con possibili implicazioni militari.

Mosca ha ribadito la natura commerciale del viaggio, ma il coinvolgimento dell’intelligence internazionale e le circostanze insolite dell’affondamento continuano ad alimentare i dubbi. Sul posto hanno collaborato alle operazioni di soccorso navi civili e il servizio di emergenza marittimo spagnolo.

In attesa di ulteriori chiarimenti, il naufragio della Ursa Major resta un episodio emblematico delle tensioni geopolitiche nel Mediterraneo e del clima di sospetto che accompagna molte operazioni marittime internazionali.

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