Si tratta di un aggiornamento atteso da anni, che interessa più di 3mila prestazioni, dalle visite specialistiche alle protesi di ultima generazione. Un passo avanti importante per i pazienti, anche se restano ancora alcune criticità che riguardano specifiche categorie di cure.
Le novità sono state rese possibili grazie all’approvazione del Decreto Tariffe, firmato lo scorso novembre dalla Conferenza Stato-Regioni. Il provvedimento introduce le tariffe per i nuovi Livelli essenziali di assistenza (Lea), aggiornando servizi fermi da oltre vent’anni, precisamente dal 1996 per la specialistica ambulatoriale e dal 1999 per l’assistenza protesica. Questo significa che molte terapie e strumenti medici, prima non inclusi o parzialmente finanziati, ora potranno essere garantiti ai cittadini. Il finanziamento complessivo è di 502 milioni di euro per le prestazioni specialistiche e di circa 48 milioni per quelle protesiche.
Tra le novità più rilevanti c’è la Procreazione medicalmente assistita (Pma), che sarà disponibile in modo più completo e con tariffe ispirate a quelle della Regione Emilia-Romagna. Questo include tutti i cicli previsti per le coppie che affrontano questo percorso, con la copertura delle spese per reperire i gameti e per i controlli necessari. Arrivano poi tecnologie innovative come l’enteroscopia con microcamera ingeribile, una tecnica avanzata che consente di esplorare l’intestino, e la radioterapia stereotassica, utilizzata nei trattamenti oncologici.
Grande spazio viene dato anche alle protesi e agli ausili tecnologici, con un aggiornamento delle liste di dispositivi per arti artificiali di ultima generazione, apparecchi acustici digitali, sistemi di riconoscimento vocale, comandi oculari e attrezzature domotiche. Sono incluse anche nuove videocapsule monouso, fondamentali per la diagnosi di alcune patologie intestinali. Inoltre, sono state introdotte tariffe aggiornate per interventi comuni come quelli sulla cataratta e per altre prestazioni oftalmiche.
Un altro passo avanti riguarda la diagnosi e il monitoraggio della celiachia e l’ampliamento degli screening neonatali per individuare tempestivamente alcune patologie nei bambini. Prestazioni che prima erano sperimentali o erogate solo in determinate regioni saranno ora accessibili in tutto il territorio nazionale.
Soddisfatta Cittadinanzattiva, l’organizzazione che rappresenta le associazioni dei malati cronici e rari. Anna Lisa Mandorino, segretaria generale, ha definito l’aggiornamento un traguardo importante per la tutela dei diritti dei pazienti, chiedendo però un impegno maggiore. Secondo Mandorino, restano fuori alcune prestazioni importanti come quelle per l’endometriosi, la fibromialgia e diversi interventi dietetici fondamentali per chi soffre di patologie croniche come il diabete. La richiesta è quella di rendere costante la revisione dei Lea, con aggiornamenti ogni due anni, e migliorare il monitoraggio per garantire che tutte le regioni offrano le stesse prestazioni.
Critiche arrivano dall’Associazione Nazionale Genitori persone con Autismo (Angsa), che ha denunciato l’assenza delle terapie psico-educative basate sull’Aba (Analisi applicata del comportamento). Nonostante una recente sentenza del Consiglio di Stato abbia stabilito che queste terapie debbano essere a carico del Servizio sanitario nazionale, l’autismo continua a essere dimenticato dal nuovo Decreto Tariffe.
