A cura di Ionela Polinciuc
Vanni Oddera celebra l’approvazione definitiva della legge che riconosce la mototerapia come terapia complementare: “Una giornata storica per tutti noi”.
Un momento storico per la mototerapia e per la medicina complementare in Italia. Oggi, il Senato ha approvato in via definitiva la proposta di legge che riconosce ufficialmente la mototerapia come una terapia complementare. Il campione di Freestyle Motocross, Vanni Oddera, che ha ispirato questa proposta di legge, ha condiviso la notizia sui suoi canali social con un messaggio di grande emozione.
“Vi scrivo e mi tremano le gambe. Non ci sono parole per esprimere ciò che provo in questo momento. Da qualche minuto la mototerapia è legge”. Con queste parole, Oddera ha annunciato l’approvazione della legge, sottolineando l’importanza di questo traguardo non solo per lui, ma per tutti coloro che soffrono e per il mondo della terapia complementare.
La mototerapia, nata dall’intuizione di Vanni Oddera, è una forma innovativa di trattamento che sfrutta la passione per il motocross come strumento terapeutico per persone con disabilità e sofferenze fisiche e psicologiche. Grazie a questo approccio, molte persone che vivono con gravi difficoltà fisiche e psicologiche hanno trovato un modo per migliorare la propria condizione, superando le barriere che la medicina tradizionale non riesce sempre a risolvere.
Nel suo messaggio, Oddera ha anche espresso gratitudine per l’opportunità di lavorare con persone che hanno creduto nel progetto e che hanno dato vita a una realtà che oggi viene finalmente riconosciuta dallo Stato. “Sono grato alla vita perché mi ha regalato gli strumenti giusti e le giuste persone per arrivare ai tanti, troppi ragazzi sofferenti”, ha detto Oddera. “Da domani, dopo questo importantissimo passo, il nostro impegno dovrà essere ancora maggiore. Sarà fondamentale il supporto e il calore umano di tutti voi. Ora siamo pronti a lavorare a testa bassa per scrivere, insieme, un futuro migliore”.
Anche Alessandra Locatelli, Ministro per le Disabilità, ha voluto esprimere il proprio apprezzamento per il lavoro di Oddera e per il riconoscimento della mototerapia come terapia complementare. “Ringrazio Vanni Oddera per aver ispirato questa proposta di legge”, ha dichiarato il ministro. “Questa legge inaugura un nuovo modello di approccio che apre la strada al riconoscimento anche di altre terapie complementari, come la musicoterapia, l’arte terapia, la clown terapia e la terapia con gli animali. Questi approcci già supportano da tempo ospedali, strutture socio -sanitarie e altre realtà, ma ora sono finalmente riconosciuti come validi strumenti terapeutici”.
Il ministro Locatelli ha sottolineato l’importanza di questo riconoscimento per il futuro delle terapie complementari, che si aggiungono alla medicina tradizionale offrendo un supporto emotivo e fisico ai pazienti.
Con l’approvazione della legge, la mototerapia non è più solo un’idea innovativa, ma è ufficialmente riconosciuta come una forma di terapia complementare che può essere utilizzata in strutture sanitarie, ospedali e altre realtà sociali. Il prossimo passo sarà l’espansione del progetto a livello nazionale, con il coinvolgimento di nuovi operatori, istituzioni e associazioni che lavorano nel campo delle disabilità e del benessere psicofisico.
La mototerapia ha mostrato negli anni di essere un approccio efficace per migliorare la qualità della vita di chi soffre, e oggi, grazie a questa legge, sarà possibile implementarla su scala più ampia, dando accesso a tante persone in difficoltà. L’emozione di Vanni Oddera e di tutte le persone coinvolte in questo cammino è palpabile e riflette il valore di una vittoria che cambia concretamente le vite di molte persone.
L’approvazione della legge che riconosce la mototerapia come terapia complementare rappresenta una vera e propria rivoluzione nel campo delle terapie non tradizionali. Un segno di apertura da parte dello Stato verso metodi terapeutici alternativi che, grazie all’impegno di figura come Vanni Oddera, continuano a crescere ea trovare applicazione nel miglioramento della qualità della vita di chi ne ha bisogno. Un passo fondamentale per il riconoscimento di un futuro più inclusivo e solidale.
