6 Ottobre 2026, martedì
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VINO: ITALIA MEDAGLIA D’ORO IN EUROPA PER IL NUMERO DI B CORP NEL SETTORE

● Sono 25 le aziende vinicole italiane che si misurano con gli standard ESG di B Lab
● Con 7 aziende vinicole B Corp, l’Italia si posiziona al primo posto in Europa seguita
da Francia e Danimarca
● L’ottenimento della Certificazione B Corp si conferma un fenomeno in crescita nel
settore del vino:+60% in tutta Europa dal 2022 ad oggi

Nel settore vitivinicolo sono sempre di più le aziende che hanno deciso di impegnarsi in un percorso di sostenibilità volto all’ottenimento della Certificazione B Corp. Secondo i più recenti dati di B Lab Italia, l’organizzazione no-profit che coordina il movimento delle B Corp nel nostro Paese, infatti, l’Italia si posiziona al primo posto tra i paesi europei per il numero di aziende vinicole certificate B Corp. Con un totale di 7 imprese, il Belpaese raccoglie il 30% delle B Corp presenti in Europa (23 aziende in totale) e il 10% delle realtà presenti in tutto il mondo (72 imprese), superando la Francia e la Danimarca che contano rispettivamente 6 e 3 B Corp.
Queste aziende virtuose – Perlage Winery, Feudi di San Gregorio, Avignonesi, Tasca
d’Almerita, Cielo e Terra, Perrini e Marcel Zanolari – che nel 2023 hanno generato un
fatturato aggregato di oltre 125 milioni di euro, fanno parte di un movimento che, ad oggi,
in Italia conta 309 B Corp che occupano oltre 29.000 persone, generando un fatturato che
supera i 15,5 miliardi di euro, l’Italia si posiziona tra i Paesi leader nell’Unione Europea.
(dati aggiornati al 16 ottobre 2024).
L’ottenimento della Certificazione B Corp si conferma un fenomeno in crescita nel settore
vinicolo a livello globale: dal 2022 ad oggi, infatti, la filiera ha registrato un incremento del
numero di certificazioni del 43% in Italia e del 60% in Europa e nel mondo. E ancora, nel
nostro Paese, altre 16 aziende hanno deciso di approcciare il modello B Corp e misurare le
proprie performance attraverso il B Impact Assessment (BIA). Di queste, 2 sono già nel
percorso di Certificazione per il 2025.
Oltre all’impatto positivo sull’ambiente e sulla comunità, la Certificazione B Corp porta con
sé ricadute anche in termini economici. La crescita del fatturato risulta essere parte
integrante del modello B Corp, come dimostra una recente Ricerca, realizzata dal
Research Department di Intesa Sanpaolo in collaborazione con B Lab Italia, secondo cui,
nel 2022, l’andamento del fatturato di queste imprese ha presentato una crescita pari al
32,4% in termini mediani rispetto al 2019, superiore rispetto al 19% registrato dalle
imprese non B Corp.
Le B Corp nel settore vinicolo si distinguono non solo per la propria eccellenza produttiva,
ma in particolar modo per l’impegno verso la sostenibilità e la responsabilità sociale,
trovando nell’ambiente l’innovazione tecnologica da cui partire per promuovere un reale
cambiamento positivo nella filiera. Tra gli esempi più virtuosi, Perlage Winery che ha
risparmiato oltre una tonnellata di materiale da imballaggio convenzionale, grazie alla
creazione di materiale a fibre estensibili, ed evitato l’emissione di 214 tonnellate di CO2
attraverso la produzione di bottiglie più leggere.
A sua volta, Feudi di San Gregorio utilizza il 100% di energia elettrica da fonti rinnovabili,
mentre il 40% è autoprodotta da impianti fotovoltaici. Inoltre, l’azienda ha sviluppato
l’implementazione di metodi di coltivazione a sempre minore impatto, l’adozione di
componenti di packaging più sostenibili, fino a progetti nel sociale. Avignonesi, dal canto
suo, ha piantato alberi e piante autoctone per proteggere le viti e la biodiversità locale e
sta implementando soluzioni di economia circolare per i packaging volte ad aumentare la
percentuale di materiali riciclati e riciclabili.

Tasca D’Almerita, ancora, ha potuto evitare l’emissione di 8,54 tonnellate di C02 grazie
alla riduzione del peso delle proprie bottiglie e aumentato del 13% la superficie destinata
a zone naturali, incolte, laghi, torrenti e boschi. Ha anche dato impulso alla nascita di
SOStain, il primo programma di sostenibilità per la viticoltura siciliana. Perrini, inoltre,
alleva animali liberi al pascolo per fertilizzare in modo naturale, sostiene i fornitori e le
comunità locali e aderisce al progetto Wine-AUT di solidarietà per ragazzi autistici.
Marcel Zanolari, per parte sua, sta abbandonando la monocoltura e introducendo specie
vegetali sinergiche al terreno per rendere i vigneti più sani e i vini di maggiore qualità,
oltre ad impiegare preparati biodinamici e naturali in alternativa a pesticidi e fertilizzanti.
Infine, Cielo e Terra dal 2017 si alimenta esclusivamente con energia elettrica
proveniente da fonti rinnovabili certificate, dimostrando un impegno concreto
verso la sostenibilità. Negli ultimi cinque anni, l’azienda ha recuperato oltre 45
mila metri cubi di acqua, l’equivalente del consumo annuale di circa 250 famiglie,
ha ridotto del 10% la produzione di rifiuti rispetto al 2022, con un calo di circa
40 tonnellate di scarti. La totalità dei rifiuti aziendali è destinata ad operazioni di
recupero e riciclaggio, sottolineando l’impegno per una gestione circolare dei
materiali. Grazie a questi risultati, Cielo e Terra si conferma la cantina con il più
alto fatturato ad essere Zerowaste e con la migliore Water Footprint (WFP) tra le
cantine certificate VIVA. Dal 2025, l’azienda utilizzerà solo materiali certificati
FSC, rafforzando ulteriormente il suo approccio sostenibile e responsabile.
Utilizza il 100% di energia da fonti rinnovabili e si impegna nella riduzione del
consumo di acqua e di energia elettrica, oltre a limitare la produzione di rifiuti da
imballaggio.
“Il settore vinicolo è un fiore all’occhiello dell’economia italiana e della nostra identità
culturale. Le aziende B Corp che operano in questa filiera sono l’incarnazione del savoir
faire, e rappresentano modelli virtuosi, creando valore e generando impatti positivi per
l’ecosistema naturale, l’ambiente, le comunità e le persone che ci lavorano. Queste realtà
hanno scelto di fondere innovazione e sostenibilità, abbracciando la filosofia B Corp,
impegnandosi in varie azioni per una viticoltura sostenibile, come ad esempio riducendo
l’uso di pesticidi, proteggendo e valorizzando il proprio territorio. Come B Lab Italia
celebriamo e supportiamo queste imprese che si distinguono per la loro attenzione alle
pratiche rigenerative, un aspetto che rappresenta l’essenza del Made in Italy”, ha
commentato Anna Puccio, Managing Director di B Lab Italia.
B Lab Italia
B Lab Italia è la Fondazione che rappresenta e coordina il Movimento delle B Corp in Italia. Il suo
obiettivo è far crescere, coinvolgere e gestire la community delle B Corp, l’ecosistema allargato e i
partner regionali, per realizzare un sistema economico più inclusivo, equo e rigenerativo. B Lab Italia
mette in pratica la Teoria globale del Cambiamento di B Lab, promuovendo cambiamenti di policy
all’interno dei governi, diffondendo storie di imprese come forza positiva e trasformando il modo di agire
delle imprese nei loro territori.
B Lab
B Lab è un network di organizzazioni non profit presenti a livello globale (B Lab Global), europeo (B Lab
Europe) ed italiano (B Lab Italia), che si pone l’obiettivo di accelerare il cambiamento comportamentale,
culturale e strutturale per promuovere un sistema economico inclusivo, equo e rigenerativo a beneficio
delle persone, delle comunità e del Pianeta.

Riceviamo e pubblichiamo integralmente

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