28 Maggio 2024, martedì
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Strage di Fidene: Mostrato il video degli omicidi, Campiti sbloccò l’arma e continuò a uccidere

A cura di Ionela Polinciuc

Nell’ambito del processo riguardante la strage di via Monte Giberto avvenuta l’11 dicembre 2022 a Fidene, Roma, sono emerse nuove rivelazioni scioccanti durante l’udienza della prima corte d’Assise di Roma. Gli investigatori hanno mostrato un video dell’azione omicidiaria compiuta da Claudio Campiti, l’autore della strage, che ha sconvolto il pubblico presente in aula.

Secondo quanto riportato dal comandante dei Nucleo Investigativo dei carabinieri di Roma, Dario Ferrara, durante l’udienza è stato chiarito che l’arma utilizzata da Campiti “aveva una matricola registrata al tiro a segno nazionale sezione di Roma”. Inoltre, è emerso che nessuno si era accorto della mancanza dell’arma, rivelando gravi negligenze nella gestione delle armi.

L’azione omicidiaria si è svolta nel cuore della strage di Fidene, che ha causato la morte di quattro donne: Nicoletta Golisano, Elisabetta Silenzi, Sabina Sperandio e Fabiana De Angelis. Durante la ricostruzione degli eventi, i carabinieri hanno spiegato come Campiti, dopo i primi spari, sia riuscito a sbloccare l’arma inceppata e abbia continuato a sparare, colpendo le vittime con una ferocia inaudita.

Il comandante Ferrara ha sottolineato che, nonostante l’arma si fosse inceppata inizialmente, Campiti è riuscito a risolvere rapidamente il problema e ha ripreso a sparare, colpendo ripetutamente le vittime. Ha proseguito a sparare fino a quando, girandosi, ha ferito un altro individuo e ha attirato l’attenzione di un condomino che ha cercato di intervenire. Campiti ha reagito sparando al viso del condomino, ferendolo di striscio.

Campiti è accusato di omicidio aggravato dalla premeditazione e dai futili motivi per la morte delle quattro vittime, nonché di tentato omicidio di altre cinque persone presenti al momento della strage. Nel processo sono coinvolti anche il presidente della sezione tiro a segno nazionale di Roma e un dipendente del poligono di tiro di Tor di Quinto, accusati di negligenza nella gestione e sorveglianza delle armi.

Le indagini hanno rivelato dettagli sulle azioni di Campiti prima e dopo la strage. È emerso che la mattina del tragico evento, Campiti è arrivato al poligono alle 8:46, ha prelevato un’arma dall’armeria, acquistato i colpi in segreteria e si è diretto in bagno prima di lasciare il poligono alle 9:15 con l’arma. Sorprendentemente, Campiti non è mai andato sulla linea di tiro, evitando così qualsiasi forma di sorveglianza.

Durante la perquisizione successiva alla strage, le autorità hanno trovato diverse armi e munizioni addosso a Campiti, insieme a documenti e altri oggetti personali. Il processo continua con ulteriori testimonianze e prove che cercano di gettare luce sui motivi e le circostanze che hanno portato a questa tragica strage.

In un contesto in cui si evidenziano gravi negligenze nella gestione delle armi da parte delle autorità competenti, il caso di Fidene continua a sollevare domande sulla sicurezza e il controllo delle armi da fuoco in Italia.

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