21 Giugno 2024, venerdì
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FELICITÀ TURBATE DI TIEZZI E LUZI:IN SCENA A SAN MINIATO (PI)L’INVENZIONE PER PONTORMO

A cura di Carla Cavicchini

San Miniato (PI), 09.05.2024L’anno poi 1523 (stile moderno, ndr) essendo in Firenze un poco di peste, e però partendosi molti per fuggire quel morbo contagiosissimo e salvarsi, si porse occasione a Iacopo d’alontanarsi alquanto e fuggire la città. Perché avendo un priore della Certosa, luogo stato edificato dagl’Acciaiuoli fuor di Firenze tre miglia, a far fare alcune pitture a fresco ne’ canti d’un bellissimo e grandissimo chiostro che circonda un prato, gli fu messo per le mani Iacopo; per che avendolo fatto ricercare e egli avendo molto volentieri in quel tempo accettata l’opera, se n’andò a Certosa, menando seco il Bronzino solamente. E gustato quel modo di vivere, quella quiete, quel silenzio e quella solitudine (tutte cose secondo il genio e natura di Iacopo), pensò con quella occasione fare nelle cose dell’arti uno sforzo di studio e mostrare al mondo avere acquistato maggior perfezione e variata maniera da quelle cose che avea fatto prima.Giorgio Vasari, Le Vite, 1568Così scriveva Giorgio Vasari ne Le vitetrattando della biografia di Jacopo Pontormo e ricordando la “fuga” dell’artista da Firenze verso la Certosa del Galluzzo, accompagnato solo dal Bronzino che allora era un giovanissimo allievo, per sfuggire all’epidemia di peste che si era diffusa nel 1523.In occasione del quinto centenario della calamità a Firenze, la Comunità di San Leolino, su proposta di Antonio Natali (già Direttore della Galleria degli Uffizi) ha chiesto alla Compagnia Lombardi-Tiezzi di riportare nuovamente in scena – a quasi 30 anni dalla sua prima rappresentazione – Pontormo Felicità turbate, il testo che Mario Luzi scrisse su richiesta di Federico Tiezzi sulla figura del grande pittore “della maniera moderna” Jacopo Pontormo e che esordì al Maggio Musicale Fiorentino del 1995 costituendo un tassello importante della lunga collaborazione tra il poeta di Castello e il regista della Compagnia Lombardi-Tiezzi.Andato in scena lo scorso 21 ottobre alla Certosa di Firenze – proprio là dove “i fatti” si svolsero 500 anni fa -, il prossimo 6 giugno alle ore 20.45 lo spettacolo sarà replicato sulla Terrazza di Palazzo Grifoni, in piazza Grifoni 12, a San Miniato (PI).Tra l’altro, Pontormo Felicità turbate fu per Tiezzi l’occasione di coinvolgere, in una triangolazione ideale, anche il compositore Giacomo Manzoni (altro suo storico collaboratore), cui fu affidata la scrittura di una serie di brani per quartetto d’archi. Lo spettacoloProdotto dalla Compagnia Lombardi-Tiezzi con la collaborazione della Comunità di San Leolino, e realizzato con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di San Miniato, Pontormo Felicità turbate di Mario Luzi sarà un concerto per sette voci a cura di Federico Tiezzi, con Sandro Lombardi insieme a Debora Zuin, David Riondino, Annibale Pavone, Francesca Della Monica, Valentina Elia, accompagnati dal quartetto d’archi dell’Orchestra Sinfonica Florentia, ovvero Pavlos Misirlis (violino I), Emma Pancini (violino II), Matilde Giorgis (viola) e Tyler Stewart (violoncello).Per Luzi, si trattò di occuparsi del capofila di quella «maniera moderna» succeduta agli splendori del Rinascimento: infatti secondo le parole del Vasari, Jacopo Carucci detto il Pontormo è «uomo fantastico e solitario», una figura di grande fascino e tuttavia sfuggente, come sospesa tra storia e leggenda. Confidò Mario Luzi: «Avventurarsi in quella voragine, questo prese a eccitare la mia immaginazione. Ritrovare lungo quella vaghezza di tracce e di segni il profilo di un artista e la sostanza di una vita mi sembrò la posta di una scommessa assai fascinosa».A distanza di quasi trent’anni dall’andata in scena di quello spettacolo, riproporre oggi, in questi tempi ancora più inquieti e ombrosi, questa sorta di ritratto d’artista da vecchio che restituisce vita ed emozioni a un genio smarrito, consente una riflessione sui dolorosi enigmi e sulle folgorazioni della creazione artistica e, insieme, getta uno sguardo impietoso sull’incontro-scontro tra questa e il potere politico.«A distanza di circa trent’anni dall’andata in scena di quello spettacolo – dice Sandro Lombardi –, riproporre oggi, in questi tempi ancora più inquieti e ombrosi, questa sorta di ritratto d’artista da vecchio che restituisce vita ed emozioni ad un genio smarrito, consente una riflessione sui dolorosi enigmi e sulle folgorazioni della creazione artistica e, insieme, getta uno sguardo impietoso sull’incontro-scontro tra questa e il potere politico».«Uscire dalla cornice, in modo da offrire a coloro senza cui non si dà il rito del teatro, e cioè attori e spettatori, l’opportunità di un’esperienza inedita – aggiunge Federico Tiezzi –. Si tratta d’innescare una chiave di lettura inedita per determinati testi che, spostati dal palcoscenico a luoghi altri, luoghi con spessori culturali e sociali di natura particolare, vengono amplificati e ripotenziati drammaturgicamente». Il sodalizio Luzi – Tiezzi – LombardiLa collaborazione tra il regista, l’attore e Mario Luzi era iniziata, sempre per iniziativa di Tiezzi, nel 1990 con una edizione scenico-spettacolare del Purgatorio dantesco e sarebbe poi proseguita con la messa in scena di Viaggio terrestre e celeste di Simone Martini, nel 2004. A tale collaborazione e all’amicizia che ne era nata, Sandro Lombardi dedicò un volumetto edito da Lindau nel 2015, dal titolo Queste assolate tenebre.Nel 2022 Tiezzi ha realizzato un nuovo allestimento del Purgatorio. La notte lava la mente, in collaborazione con l’Associazione Teatrale Pistoiese, e sostenuto dal Comitato Nazionale per le Celebrazioni del settimo centenario dantesco.
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