A cura di Carla Cavicchini
Altro non è che la spettacolare Giuliana De Sio nella magistrale interpretazione di Alessandro Haber, alla Pergola di Firenze
Se la morte fa parte della vita la morte rende anche bella.. distendendo i lineamenti in un bell’azzurro ceruleo. Decisamente finale inaspettato, che volge verso l’Alto Azzurro con tutta la sensualità incantatrice del tango, per “La Signora del Martedi” , alla Pergola di Firenze, ove Giuliana De Sio e Alessandro Haber, veri e propri ‘cavalli di razza’, ancora una volta assieme agli altri attori – per la regia di Pierpaolo Siepe – hanno rapito il foltissimo pubblico presente.
Le ‘Storie’ cantate da Riccardo Fogli ed ancora le ‘Storie’ di Anna Oxa, caratterizzano
tali dinamiche avvicendandosi tramite la sinuosità crescente e disumana della nostra società, colpevole o forse rivelatrice per tutti noi (!) dei nostri scheletri nell’armadio.
Eleganza di portamento e graziosità presente vengono miscelate armoniosamente da
quell’ironia pungente che tanto aiuta a vivere meglio, condita magistralmente da quel ‘noir’ poliziesco sfociante talvolta in vere e proprie punte comiche …’cazzimmooo’!!! stemperando i drammi della vita.
L’inedito testo di Massimo Carlotto mette in scena quel ‘trans’ riecheggiante Patty Pravo nei capelli e talvolta movenze, affittuario della ‘Pensione Lisbona’ ad un attore porno – ex al momento e pure mezzo impotente! – che, ogni giorno di ‘Marte’, accoglie quella rossa fiammante dai torbidi trascorsi rivelati più tardi da Pietro.
Già, quel Pietro Maria Belli che riesce sempre ad infiltrarsi nella pensioncina nonostante gli ‘sbattimenti’ feroci, altro non è che un giornalista senza troppi scrupoli. E quindi estremamente cinico il caro Haber della carta stampata, che recita sulla sedia a rotelle come richiede il personaggio, nel suo essere lucido, persino lucidissimo, ma anche reso cupo dallo strazio della disperazione.
Dura e sintetica – da vera donna del sud nelle sue movenze feline, quasi predatorie –
Giuliana De Sio, nella superba interpretazione di Nanà ove la maschera della fanciulla determinata e decisa, poco a poco si scioglie come neve al sole nell’incapacità di nascondere il proprio destino che affiora come un serpente a sonagli.
Una bevuta…, l’ultima, senza troppi ripensamenti e via! Passaporto per l’Inferno.
Appuntamento al prossimo incontro con “ Anatra all’arancia” – 9-14 gennaio – con
Emilio Solfrizzi e Carlotta Natoli che, ininterrottamente, non smette di mietere successi.



