Unc: vergognosa proroga termini
Violato Statuto del contribuente
“E’ vergognoso che si voglia dare più tempo ai Comuni ritardatari per fissare le aliquote Imu, calpestando così facendo i diritti dei contribuenti” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, commentando quanto prevede uno degli emendamenti dei relatori alla manovra secondo il quale il termine per la pubblicazione delle delibere con le aliquote Imu è fissato al 15 gennaio 2024 e che i contribuenti, in caso di maggiorazione, dovranno versare il saldo entro il 29 febbraio 2024.
“Non abbiamo nulla contro l’Imu, anche se da anni proponiamo alcune modifiche per renderla più equa, ma ci piacerebbe che il Governo non violasse lo Statuto del contribuente. Inutile riempirsi la bocca di modifiche e miglioramenti dello Statuto, come previsto dalla legge delega n. 111/2023, se poi viene violato in uno dei suoi principi cardini, ossia quello che al cittadino, già schiacciato da tasse e balzelli, venga dato un congruo preavviso prima che scatti l’obbligo del pagamento” prosegue Dona.
L’art. 3 dello Statuto del contribuente, ossia della Legge 27 luglio 2000, n. 212, prevede, infatti, non solo che “relativamente ai tributi periodici le modifiche introdotte si applicano solo a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in corso alla data di entrata in vigore delle disposizioni che le prevedono“, ma anche che “le disposizioni tributarie non possono prevedere adempimenti a carico dei contribuenti la cui scadenza sia fissata anteriormente al sessantesimo giorno dalla data della loro entrata in vigore o dell’adozione dei provvedimenti di attuazione in esse espressamente previsti“.
“Peccato che tra il 15 gennaio e il 29 febbraio non ci siano 60 giorni, violando la ratio della norma” conclude Dona.
Fonte: unione nazionale consumatori – aggiornamento del 13 dicembre 2023
