IL BULLISMO NELLA SOCIETA’
Una piaga che si può sconfiggere
Autore Andrea Vitello
Recensione di Carla Cavicchini
Parlare ancora di bullismo può sembrare ripetere cose già dette; da una parte siamo vicini senz’altro alle vittime, dall’altra condanniamo i loro persecutori, trovando tuttavia nel mezzo, un sacco di belle parole, senza! nessuna soluzione appropriata che abbia infine dato validi risultati .
Il libro di Andrea Vitello “ Il bullismo nella società, storie di razzismo, omofobia, abilismo, sessismo e mobbing, bullismo giovanile e adulto” – Edizioni Multimage APS – ci offre invece spunto per parlare non solo del problema in sé ma anche di proporre una via di uscita, o perlomeno una didattica che possa essere utile a prevenire e contrastare il fenomeno.
L’autore ha ben documentato tutte le varie forme di sopraffazione, poiché in fondo di questo si tratta, dell’uno verso l’altro. E dopo aver illustrato i vari aspetti sotto i quali si manifesta la condotta del bullo – giovanile o adulto poco cambia – spende poi la propria indagine anche verso il mobbing nell’ambiente di lavoro, il cosiddetto ‘Bulling at Work’. Condotte, tutte queste, che costituiscono una grave violazione anche dei Diritti Umani.
Andrea Vitello stesso è stato vittima di bullismo in età giovanile; avendo vissuto tale esperienza, la racconta nel suo libro, e chi meglio di lui quindi può capire e interpretare tale fenomeno.
I motivi scatenanti del bullismo possono essere i più vari e disparati, si va da quello etnico-razzista, al bullismo nei confronti dei compagni di scuola o quello tipico dei gruppi giovanili poiché come ben sappiamo, insieme ‘si vince’ mentre l’individuo ‘a solo’ difficilmente riesce a tenere il gioco. Ingenerale quello verso la disabilità si può considerare ancora più spregevole, v’è poi quello sessista e sessuale, sino a scivolare in quello omofobico che si basa su stereotipi e pregiudizi negativi sull’orientamento sessuale di una persona.
Qualsiasi età né è protagonista, non si deve pensare che il fenomeno sia soltanto circoscritto alla fascia giovanile, anche nell’età adulta ci troviamo di fronte a comportamenti lesivi del normale agire di una persona – sul luogo di lavoro in particolare – fenomeni sottovalutati poiché spesso la vittima è portata a non denunciare certi comportamenti posti in essere da compagni di lavoro, superiori, o comunque persone vicine dalle quali possono scattare ritorsioni. E tutto questo nonostante ‘brucia’ molto dirlo, portando talvolta al suicidio.
Vivere in certi contesti che appaiono subdoli, comporta decisamente una grave sofferenza per chi subisce e, come detto, spesso è la stessa vittima restia a farsi avanti nel denunciare.
Il libro è suddiviso in cinque parti. La prima è dedicata alla nascita del bullismo, alla sua definizione e alle sue varie forme; la seconda parte è divisa tra storia del bullismo, e di chi lo ha subito, sino ad arrivare in alcuni casi ad esiti sconsiderati quali la morte.
Non manca poi una parte dedicata alla legislazione Europea, al mobbing sul lavoro – anch’esso da considerare un aspetto di bullismo –
Ma ecco che l’autore ci offre una soluzione diversa per prevenire e contrastarlo, ovvero l’insegnamento della didattica della Shoah e dei Diritti Umani.
Pertanto l’insegnamento della storia della Shoah,insieme ad altri genocidi accaduti in passato, può diventare un percorso utile ad affermare ancor più l’importanza della “Dichiarazione Universale dei Diritti Umani”- approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite” nel 1948 – il cui testo lo si può trovare in appendice al libro di cui stiamo trattando.
Lodevole pertanto la rappresentazione d’uno strumento indispensabile per l’educazione ai diritti umani, per far comprendere alle persone norme, principi e valori, che sono alla base della convivenza, con tanto di meccanismi che hanno per fine la loro tutela.
Ben venga di conseguenza il richiamo scolastico con compito di educare un buon cittadino, con insegnamento e formazione nei confronti di quei valori universali, atti nel preservare i diritti umani.
Tutto ciò finalizzato a combattere ogni forma di razzismo e xenofobia promuovendo l’ umanità basata sulla pace e rispetto reciproco.
Assolutamente fondamentale per diventare buoni cittadini.
Respect.

