23 Febbraio 2024, venerdì
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Don Carlo di Verdi per la Prima del Teatro alla Scala

A cura di Clara Sardella

L’opera già sold out aprirà per la nona volta la stagione del teatro milanese

La stagione del Teatro alla Scala si aprirà il 7 dicembre con il Don Carlo, che è “una delle grandi opere del repertorio mondiale”, come ha sottolineato ilsovrintendente Dominique Meyer, una sorta di “Bibbia verdiana” per usare le parole del direttore d’orchestra Riccardo Chailly.

Sarà la nona volta che Don Carlo, capolavoro di Giuseppe Verdi, aprirà la Stagione lirica, e si oltrepasseranno le duecento rappresentazioni scaligere dalla prima assoluta milanese del 1868. Si assisterà al Don Carlo che il grande compositore, a 17 anni dal battesimo parigino, l’11 marzo 1867, rielaborò apposta per Milano prosciugando e tagliando, versione poi messa in scena nel 1884.


L’opera, che ha inaugurato la Stagione Lirica nel 1868, 1878, 1912, 1926, 1968, 1977, 1992 e 2008, sarà diretta dal direttore musicale Riccardo Chailly sul podio dell’Orchestra del Teatro alla Scala con un cast rodato,guidato da Anna Netrebko alla sua sesta inaugurazione, il basso Michele Pertusi, il baritono Luca Salsi e il tenore Francesco Meli. “Chiamo loro perché sono i migliori” ha spiegato Meyer replicando alle critiche sulla loro presenza frequente. E loro, insieme alla ‘debuttante’ (ma solo al 7 dicembre) Elina Garanca, hanno spiegato le sfaccettature dei personaggi, la difficoltà del canto. Protagonista di non minore rilievo il Coro del Teatro alla Scala diretto da Alberto Malazzi. 

Sono tanti i temi del Don Carlo, il rapporto padre-figlio,l’amore corrisposto e non, e la lotta del potere. Un dramma che il regista Lluis Pasqual ha trattato come un dramma shakespeariano in cui Don Carlo assomiglia al dubbioso Amleto. Una “regia tradizionale con una recitazione moderna” ha sintetizzato Salsi.  “Verdi ci fa vedere il dietro le quinte del potere, vediamo la solitudine dei personaggi – ha spiegato lo spagnolo – Ora è normale vedere regnanti quasi in mutande, in costume da bagno sui social. Una volta la gente li vedeva solo incisi sulle monete”. Anche la scena dell’Autodafé mostra la preparazione di questo “atto di propaganda come sono ancora le sfilate militari di Russia e Cina, ad esempio”. 

E in questo scontro di potere fra il re Filippo e il Grande inquisitore, fra potere secolare e religioso, ancora oggi è attuale, nei conflitti ad esempio in Medio Oriente: “ci sono due temi che ci portiamo dietro, due disgrazie del mondo – ha sottolineato il regista – nazionalismo e religione”.  

Come di consueto la Prima del 7 dicembre sarà non solo uno spettacolo ma un evento, con sfilata di vip e personalità del mondo della politica, dello spettacolo, dell’arte e della finanza, con un parterre di ospiti che va da Patti Smith alla senatrice a vita Liliana Segre, dal presidente del Senato Ignazio La Russa al direttore dell’Opéra di Paris Alexandre Neef.

Quest’anno non saranno presenti il Capo dello Stato Sergio Mattarella, che ha
però già assicurato la sua presenza per il prossimo anno, e la premier Giorgia Meloni, ma La Russa e il vicepremier Matteo Salvini, il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, delle Riforme Maria Elisabetta Casellati, e i sottosegretari alla Cultura Gianmarco Mazzi e Vittorio Sgarbi. 

L’opera è sold out non solo per la prima, ma anche praticamente per tutte le altre date. Grazie alle riprese, fatte per la prima volta in 4k da Rai Cultura, si potrà vederla in diretta su Rai 1, in streaming su Raiplay (e in tutto il mondo sulla piattaforma Medicitv), in diverse televisioni estere e anche al cinema in Italia e all’estero. 

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