1 Febbraio 2023, mercoledì
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Pos, cambiano le soglie dell’obbligo

A cura di Ionela Polinciuc

A quanto pare, andiamo verso un abbassamento della soglia sotto la quale non scattano sanzioni se l’esercente o il prestatore di servizi si rifiuta di accettare pagamenti con il POS. Dopo le polemiche di questi giorni e i rilievi critici di Bankitalia e Upb il governo ha aperto a modifiche alla norma della manovra che fissa a 60 euro la soglia. 

Al riguardo, riportiamo integralmente il COMUNICATO STAMPA DELL’UNIONE NAZIONALE CONSUMATORI DEL 14-12-22

Manovra: Unc, no a soglie su Pos

Lanciato TePOSsino!

“No a qualunque soglia, né 60 né 40, né 10 euro. Sarebbero una palese una violazione degli impegni del Pnrr. Vogliamo sperare che la Commissione europea non faccia una cosa all’italiana, trovando un compromesso al ribasso pur di non scontentare il nuovo Governo. Se questo Esecutivo vuole aiutare i commercianti non deve far altro che rinnovare il credito d’imposta al 100% che c’era fino 30 giugno, magari riservandolo a chi ha ricavi o compensi inferiori a 200 mila euro” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

“In ogni caso noi abbiamo lanciato la protesta TePOSsino!No Pos? E io non pago! Il consumatore, infatti, non è obbligato ad avere il contante, visto che l’art. 69 della manovra toglie le multe ma non l’obbligo di accettare i pagamenti effettuati attraverso carte di pagamento. Quindi, se dopo aver preso il taxi o mangiato al ristorante, dovessero rifiutare la nostra carta di credito potremo non pagare, saldando il debito in un secondo momento. Basterà farsi rilasciare una ricevuta con scritto corrispettivo non incassato o comunque una nota con l’importo da pagare e la modalità di pagamento. Insomma, No Pos, no party!” conclude Dona.

Di seguito le regole per aderire alla protesta:

1) Fino a quando la manovra non entrerà in vigore, ossia fino al 31 dicembre 2022, in caso di mancata accettazione della carta anche per importi inferiori a 60 euro, ad esempio per il famoso caffè, potrete chiamare i vigili, la guardia di finanza o comunque le forze dell’ordine per far applicare la sanzione prevista: 30 euro + il 4% del valore della transazione rifiutata.

2) Dal 2023, invece, potrete sempre chiede di pagare con carta, ma in caso di rifiuto non potrete far sanzionare il trasgressore per importi sotto i 60 euro, pur in presenza di una violazione della normativa.

3) Tutti devono sempre accettare pagamenti con carta di pagamento: baristi, pizzaioli, idraulici, elettricisti, falegnami, muratori, avvocati, architetti, tassisti, giornalai, insomma esercenti, commercianti e professionisti. E’ prevista una sola eccezione: i tabaccai. Una determinazione dell’Agenzia delle accise, dogane e monopoli del 24 ottobre 2022 ha fatto un regalo inspiegabile ai tabaccai, prevedendo che i “rivenditori di generi di monopolio nonché i titolari di patentino non sono soggetti all’obbligo di accettare forme di pagamento elettronico relativamente alle attività connesse alla vendita dei generi di monopolio, valori postali e valori bollati“. Attenzione, quindi, non possono rifiutare il pagamento elettronico se vi stanno vendendo altro.

4) Oggettiva impossibilità tecnica. Se il commerciante ha il Pos fuori uso per un guasto tecnico o se il terminale non ha linea, non è passibile di sanzione. Ovviamente il guasto deve essere oggettivo, e quindi va dimostrato dall’esercente.

5) Chi vende prodotti e presta di servizi, anche professionali, è obbligato ad accettare i “pagamenti effettuati attraverso carte di pagamento, relativamente ad almeno una carta di debito e una carta di credito e alle carte prepagate”. Almeno, vuol dire che potrebbero accettare un solo circuito e una sola tipologia di carta di debito (per esempio il bancomat), restringendo così la possibilità per gli utenti di pagare in modo elettronico.

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