30 Novembre 2022, mercoledì
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Benvenuta tecnologia, da usare come il sale q.b!

A cura di Carla Cavicchini POSSIAMO AVERE TUTTI I MEZZI DI
COMUNICAZIONE DEL MONDO, MA NIENTE,
ASSOLUTAMENTE NIENTE, SOSTITUISCE LO SGUARDO
DELL’UOMO
PAUL COELHO
Quando il commissario Montalbano si innamora di quella fanciulla
dagli occhioni teneri capace d’affiancarlo nel suo lavoro, Livia, la storica
fidanzata – complici silenzi e pause via cavo telefonico – capta al volo
l’inasprirsi del loro rapporto, modificando il proprio sguardo. Poiché
proprio con lo sguardo trasmettiamo qualsiasi emozione. Bella, brutta, ed
ancora terrificante, come quello dell’attrice Eleonora Brown, ‘figlia’ di
Sofia Loren ne “La Ciociara”, che racconta l’orrore subito sulla propria
pelle.
Ogni tonalità della nostra anima, persino la sfumatura più
impercettibile, si riflette nei nostri occhi, nella nostra espressione
attivandone l’essenza. Essenze tramandate anche dagli indiani, persone di
poche parole e tanti segni, ed ancora i neonati che, con la limpidezza dei
loro occhi, ci raccontano un sacco di cose. Consideriamo inoltre che è
sempre con lo sguardo, che avviene il primo tentativo di approccio nei
confronti di un potenziale partner. Indagini antropologiche hanno
dimostrato che semplicemente osservando il volto di qualcuno, ne è stato
colto il sesso, personalità, stato di salute, età, arrivando sino al grado di
intelligenza. Lo sguardo penetra, parla, racconta, insegna. Oggi i mezzi di
comunicazione sono molti, persino troppi. Questi mass-media entrati così
prepotentemente nella nostra vita, innegabilmente l’hanno stravolta in
quanto abituata precedentemente al solito tran tran delle consuete
trasmissione televisive, radiofoniche, con letture di giornali e periodici
vari. Facebook, vera e propria rivoluzione, ha la forza di produrre un
enorme traffico verso una massa assolutamente non indifferente di utenti in
questo mondo ipertecnologico volto ai mille forum, blog, siti web ed altro
ancora.
Letteralmente sommersi da tutto questo, la velocità nel reperire,
‘postare’ assieme a tutte le altre diavolerie tecnologiche, è enorme, tale
d’aver creato un grado d’empatia così profonda, rendendo una buona fetta
di persone dipendente da tali dispositivi; connettendoci alla velocità della
luce, condividendo notizie, nonché ricevendo aggiornamenti in tempo
reale. Aggiungiamo pure le varie forme di intrattenimento quali film,
fiction, show ed altro ancora come ascoltare musica e leggere libri.
Una vera e propria panacea. Ma…ne siamo così sicuri? Se da un
lato persino il marketing sfrutta tali canali, convogliando traffico ed
ascoltatori favorendo su scala globale servizi e prodotti, è giusto talvolta
comporre questa realtà tramite vari punti di vista. In altre parole analizzare
tutto con la lente d’ingrandimento. Un esempio viene anche dal quel
complesso di norme poste a tutela della concorrenza sui mercati economici:
le così dette “leggi antitrust”, giusto tuttavia analizzare anche tale

fenomeno nelle varie sfaccettature, come le visioni di trasmissioni violente,
i cui contenuti possono influenzare sfavorevolmente nonché in maniera
prettamente negativa personalità alquanto labili. Proprio di recente il social
“Tik-Tok” usato incoscientemente – la cronaca ne ha parlato ampiamente
– ha portato alla morte di minorenni. Anche enfatizzare alcuni aspetti a
discapito di altri non rende la notizia ‘giusta’, bensì di comodo per
manovre atte a lavorare sul subconscio umano. Non di rado viene anche
violato il rispetto della privacy, propinando sensazionalismi quali
trasmissioni del dolore che tanto impattano sulle persone con scene
altamente raccapriccianti, ma capaci d’alzare l’audience. Per non parlare poi
delle “fake-news”, le così dette bufale, create da gruppi di interesse per
influenzare la notizia a discapito della verità.
Decisamente critico verso vari social, lo psicologo–psichiatra Paolo
Crepet, capace di vedere in tali forme di comunicazione… “la via giusta per
rimbecillirsi”, affermando persino che solamente gli idioti cercano le
amicizie telematiche. Il suo consiglio pertanto – volto anche agli adulti – è
di farne uso consapevole, intelligente, tanto da scrivere seppur in maniera
provocatoria ma di grande effetto: “ Spegnete facebook e baciatevi”.
Altra considerazione, sempre di Crepet, è quella di ricominciare a
leggere, evitando di ‘spippolare’ il cellulare per 15-18 ore al giorno,
riapplicandosi maggiormente alla sana abitudine della lettura per non
smettere d’imparare.
Abbiamo iniziato con lo sguardo. Terminiamo con lo sguardo.
Quello intelligente, carico d’esperienza. Esperienza di viaggi, di voglia di
confrontarsi con realtà diverse dalle nostre, di scoprire la solitudine
accarezzando un filo d’erba in Canada, ma anche nella vicina nostra
campagna. Come l’artista Rafael quotato ceramista che, con le sue vignette
sull’infanzia, insegna agli adulti il fascino dello stupore portandosi dietro
nel suo girovagare l’enorme zaino colmo di scatolette, assieme agli
amatissimi fogli d’album e tanti, tanti volumi. Esperienza pertanto di
mettere nella saccoccia meno maglioni e buoni libri, ed ancora esperienza
nel sedersi su un sasso di uno sperduto villaggio accanto ai saggi del paese
tra un bicchiere di vino ed i loro racconti come invitava Sepulveda. Ed
ancora Pasolini che scelse di fuggire dalla buona borghesia – falsa ed
ipocrita – misurandosi con gente estremamente semplice e quindi vera! Di
testa, di animo, di cuore.
E tutto questo leggendolo nei loro sguardi.
Carla Cavicchini

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