4 Dicembre 2022, domenica
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FITOESTROGENI : In menopausa? Inutili.

La società Italiana di Andrologia e Medicina della Sessualità (Siams) ne sconsiglia l’assunzione: mancano le prove di efficacia.

I fitoestrogeni sono composti di origine vegetale con una struttura chimica simile al principale ormone sessuale femminile, l’estrogeno. Sono presenti in numerose piante e contenuti in alte quantità nella soia, ma anche nei semi di segale e lino, e nel trifoglio rosso. Benché talvolta  consigliati alle donne in menopausa, soprattutto per la loro presunta azione contro i sintomi fastidiosi (vampate di calore, sudorazioni, secchezza vaginale), non hanno efficacia dimostrata e non sono privi di possibili effetti indesiderati (soprattutto dolori addominali e muscolari). In menopausa avviene un fisiologico calo degli estrogeni, che può comportare le conseguenze sgradevoli frequentemente presenti in questa fase della vita e un aumento del rischio di alcune malattie, in particolare disturbi cardiovascolari e osteoporosi. I fitoestrogeni, per la loro struttura chimica, sono in grado sia di esercitare un’azione simile a quella dell’estrogeno (effetto estrogenico) sia di inibirne l’azione (effetto anti-estrogenico), in quest’ultimo caso andando a occupare i recettori cui si lega l’estrogeno stesso e quindi impedendone l’azione. Sulla base di queste proprietà e dell’ipotesi che abbiano un’azione di contrasto sui sintomi della menopausa, nell’ultimo decennio si è posta l’attenzione sui possibili effetti benefici di questi composti. Un’analisi della letteratura scientifica mostra però che ad oggi non ci sono prove sufficienti di effetti benefici né sui sintomi né sui disturbi della salute connessi alla menopausa, mentre non mancano effetti indesiderati. Non è dunque consigliabile assumere fitoestrogeni in menopausa. Inoltre, non essendo farmaci, gli integratori non sono sottoposti alle stesse prove di qualità, tollerabilità ed efficacia dei medicinali. In estrema sintesi, queste sono le principali prove che emergono dalla letteratura scientifica.

Scarsi o assenti gli effetti sulla secchezza vaginale e sulle sudorazioni notturne. Benché alcuni studi riportino una riduzione della frequenza e della intensità delle sudorazioni notturne, il miglioramento non è risultato confermato, valutando l’impatto dei sintomi sulla qualità della vita con una scala dedicata.

• Non significativi gli effetti sulla densità ossea dell’assunzione quotidiana di isoflavonoidi della soia per due anni.

• Controversi gli effetti su aumentano di peso e metabolismo: per alcuni fitoestrogeni c’è qualche conferma, per altri il risultato è addirittura negativo.

. Per nessun fitoestrogeno è stato provato un reale effetto protettivo sulle patologie cardiovascolari.

• Controversi i risultati sui tumori: da alcuni studi emerge un possibile effetto protettivo degli isoflavonoidi sul carcinoma mammario, altri mostrano un effetto opposto per chi ha più rischio.

Contributo estratto da altro consumo

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