16 Ottobre 2021, sabato
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Elezioni amministrative 2021, al centrosinistra Milano, Napoli e Bologna al primo turno

Torna a sorridere il centrosinistra, paga divisioni e candidati sbagliati il centrodestra. Le elezioni comunali dell’era Covid danno nelle grandi città un vincitore certo: a Milano incassa il bis Sala, a Napoli fa il pieno Manfredi, e a Bologna vola Lepore, nelle ultime due città nell’inedita alleanza Pd-M5s.

Se il centrodestra tiene la Calabria con la vittoria di Occhiuto, Trieste e Torino vanno al ballottaggio mentre a Roma è testa a testa tra il candidato del centrodestra Enrico Michetti e l’ex ministro dem Roberto Gualtieri. Quando mancano 77 sezioni, Calenda è terzo con uno stacco di 6.072 voti sulla sindaca uscente Virginia Raggi. 

Un risultato amministrativo che spingerà tutti i partiti a fare conti e riflessioni a livello nazionale. A partire dal crollo dell’affluenza che si attesta al 54,69% segnando un record negativo: in pratica un elettore su due non si è recato alle urne con il risultato peggiore di sempre a Milano e Torino. A pagare la fuga dalle urne sembra il centrodestra, come ammette il leader della Lega Matteo Salvini, a spoglio appena cominciato: “La maggior parte non ha votato. E’ per me e tutti un’autocritica. Occorre essere più concreti sulla vita reale. Non possiamo perdere tempo su vicende private”. 

E’ proprio al Nord che il centrodestra dovrà interrogarsi: il Pd è primo partito a Milano, Torino, Trieste e Bologna mentre la Lega a Milano non arriva al 13 per cento (alle Europee del 2019 era al 27). La competition Salvini-Meloni segnala un travaso di voti nel capoluogo lombardo in favore di Fdi, che ha un balzo anche rispetto alle comunali del 2016. “La partita è ancora aperta e la più importante è Roma”, vede il bicchiere mezzo pieno Giorgia Meloni. Il voto ha due facce per M5s: risultati di lista deludenti un pò dappertutto, la perdita di Torino e Roma, che segnarono nel 2016 l’exploit dei pentastellati e dove ora il Movimento potrebbe prendere meno di un terzo dei voti del 2016. Anche a Milano, città dove non ha mai sfondato, secondo i primi dati dello scrutinio il M5s è al 2,96%, contro il 10,4% del 2016. Ma la vittoria a Bologna e Napoli indicano a Giuseppe Conte una traccia da seguire. “I risultati confermano l’enorme potenzialità del nuovo corso e la prospettiva seria di lavorare con le forze progressiste”, afferma l’ex premier per il quale il voto di oggi è solo “il tempo della semina”.

E un segnale incoraggiante arriva da Napoli dove il Movimento incassa circa l’11,19% dei voti, mentre nel 2016 aveva il 9,66%. Ora per i 5s si apre il grande tema delle scelte per il ballottaggio a Roma e Torino: una cosa è certa, garantisce Conte, “la nostra proposta politica non puo avere alcuna affinità con le forze politiche di destra”. Esulta a tutto tondo il Pd nel quale Enrico Letta vince anche la sua partita personale conquistando il seggio di Siena per la Camera dei deputati. “Si vince allargando la coalizione, andando oltre il Pd. Abbiamo dimostrato che la destra è battibile”, gioisce il segretario dem che non perde occasione per attaccare Salvini. “La destra vinceva quando aveva un federatore, Berlusconi. Senza Berlusconi non vince più”. Ma su un punto gli avversari al voto ma alleati nell’anomala maggioranza che sostiene Mario Draghi sono d’accordo: il governo non si tocca e resterà al riparo dalle scosse telluriche del voto. Per Letta la vittoria del Pd addirittura “rafforza il governo” mentre Salvini avverte fuori e dentro il centrodestra: “se qualcuno usa il voto per abbattere il governo di unità nazionale si sbaglia di grosso”. Il presidente del Consiglio intanto gioca in contropiede e prima che le analisi del voto abbiano ripercussioni sulla stabilità dei partiti accelera e porta domani in consiglio dei ministri la legge delega sulla riforma fiscale.

“Credo che quello che sta maturando a Milano è qualcosa di importante, un evento quasi storico”, ha detto il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, commentando i primi risultati elettorali.

“Credo che da questa vittoria i progressisti e democratici nel nostro paese e in Europa trarranno forza – ha detto Matteo Lepore, ormai nuovo sindaco di Bologna -. Io voglio invitare tutti i sindaci progressisti vincitori di queste elezioni a unirsi, perché da Bologna, Milano, Napoli e sono convinto presto da Torino e da Roma, da tutte le città governate dal centrosinistra in Italia partirà la riscossa per le prossime politiche a livello nazionale. Dobbiamo partire dai nostri territori, dalle nostre città, dalle nostre comunità”. 

“Ho sentito Conte, è molto contento del risultato. Conte è sempre stato vicino, insieme faremo un grande lavoro”, dice Gaetano Manfredi.

Da Roma, il candidato del centrodestra, Enrico Michetti: Siamo molto soddisfatti perché siamo al ballottaggio. Ci rivolgeremo a tutte le romane e i romani per dare a Roma un governo all’altezza di una grande Capitale”, ha detto il candidato a sindaco di Roma Roberto Gualtieri, accolto dagli applausi del suo comitato elettorale e dalle urla “Roberto sindaco”. “La prima attenzione sarà rivolta alla burocrazia, il centrodestra ha a cuore la macchina amministrativa perchè la città è immobile davanti alle buche, alla spazzatura, ai problemi delle scuole e del verde”.

“Siamo molto soddisfatti perché siamo al ballottaggio – spiega il candidato a sindaco di Roma Roberto Gualtieri –, accolto dagli applausi del suo comitato elettorale e dalle urla “Roberto sindaco. Ci rivolgeremo a tutte le romane e i romani per dare a Roma un governo all’altezza di una grande Capitale”. 

“Non darò indicazioni di voto, i voti non sono pacchetti, i cittadini non sono mandrie”. Così la sindaca di Roma Virginia Raggi nel suo commiato non avendo raggiunto il ballottaggio.

Nessun apparentamento l’abbiamo detto fin dal primo turno, non ci sono esigenze di fare apparentamenti, ma soprattutto abbiamo una cosa che si chiama coerenza e in politica credo sia molto importante”. Così Stefano Lo Russo, candidato sindaco di Torino per il centrosinistra. “Abbiamo costruito un programma che crediamo credibile anche per gli elettori che al primo turno hanno votato altri candidati – dice -. Crediamo che sotto il profilo dei diritti, dell’ambiente e della lotta alle diseguaglianze ci siano moltissimi punti di contato con molti elettori che non ci hanno votato e che magari potrebbero votarci al secondo turno”. “Il centrodestra al ballottaggio è un risultato storico – ha detto Paolo Damilano, candidato sindaco di Torino -. La proposta della mia lista civica è stata accolta, siamo riusciti ad avvicinare i torinesi alla politica, anche se l’astensionismo è un problema enorme. Lavoreremo su questo nei prossimi quindici giorni”. “Ci concentreremo sulle periferie, chiedendo il loro aiuto per cambiare Torino”.

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