28 Novembre 2021, domenica
Home Italia Economia Più di 70 mila imprese rischiano di chiudere, quasi 20 mila al...

Più di 70 mila imprese rischiano di chiudere, quasi 20 mila al Sud

Sono a forte rischio di espulsione dal mercato 73.200 imprese italiane tra 5 e 499 addetti, il 15% del totale, di cui quasi 20 mila nel Mezzogiorno (19.900) e 17.500 al Centro.

Sono quelle che hanno forti difficoltà a “resistere” alla selezione operata dal Covid come risultato di una fragilità strutturale dovuta ad assenza di innovazione (di prodotto, processo, organizzativa, marketing), di digitalizzazione e di export, e di una previsione di performance economica negativa nel 2021.

Secondo uno  studio quasi la metà (48%) delle imprese italiane è fragile.  Al Sud arrivano al 55%, per quasi il 50% al Centro, per il 46% e il 41% rispettivamente nel Nord-Ovest e nel Nord-Est.

L’incidenza è ancor più intensa nel settore dei servizi, dove i deficit di innovazione e digitalizzazione fanno sì che le imprese fragili superino il 50% a livello nazionale, sfiorando il 60% al Sud.

Nel comparto manifatturiero sono fragili in Italia il 31% delle aziende, che salgono al 39% nel Mezzogiorno.

Il 30% delle imprese dei servizi e il 22% di quelle manifatturiere italiane dichiarano aspettative di fatturato in calo anche nel 2021, un chiaro segnale che la crisi non è affatto finita.

 “Dall’indagine emerge, oltre a una differenziazione marcata tra Nord Est e Nord Ovest, anche la fragilità di un Centro che si schiaccia sempre più sui valori delle regioni del Sud”, commenta il Direttore Svimez, Luca Bianchi.  “I diversi impatti settoriali, con la particolare fragilità di alcuni comparti dei servizi, impongono, dopo la prima fase di ristori per tutti, una nuova fase di interventi di salvaguardia specifica dei settori in maggiore difficoltà, accompagnabili con specifiche iniziative per aumentare la digitalizzazione, l’innovazione e la capacità esportativa delle imprese del Centro-Sud”.

“E’ possibile che le imprese del Mezzogiorno possano conseguire quest’anno risultati ancora più negativi rispetto alle loro aspettative – avverte Gaetano Fausto Esposito, direttore generale del Centro Studi delle Camere di commercio G. Tagliacarne – perché meno consapevoli dei propri ritardi accumulati sui temi dell’innovazione e del digitale. Anche per questo c’è bisogno di un patto per un nuovo sviluppo che tenga conto della gravità della situazione e del preoccupante aumento dei divari nel nostro Paese”.

Previous articleCOMUNICATO STAMPA
Next articleComunicato stampa
Sponsorizzato

Ultime Notizie

Ancuta Lalau: parla della sua passione e delle sue opere dipinte a mano

A cura di Ionela Polinciuc Buongiorno Ancuta, tu hai trovato la tua strada e la tua serenità interiore dipingendo...

X Factor 2021 quinto Live, eliminati a sorpresa e nuovi inediti

Chi è uscito a X Factor 2021 nel quinto Live? Si avvicina sempre di più la finale e ci sono stati altri due...

Così l’olio d’oliva distrugge i batteri nelle insalate in busta

L'olio vergine di oliva ha una forte attività antimicrobica contro alcuni batteri patogeni che può contribuire a contrastare se utilizzato come ingrediente...

Un Italiano su tre approfitterà degli sconti del Black Friday

Tornano a crescere gli acquisiti del Black Friday. Quest'anno un italiano su tre è pronto a cogliere l'opportunità della giornata di super sconti che farà da...

Commenti recenti