25 Luglio 2021, domenica
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Investimenti e detrazioni per PMI e start-up

A cura di Mariarosaria Rusciano

Dal 1° marzo al 30 aprile 2021 è possibile far domanda per la detrazione del 50% sugli investimenti privati in PMI e Startup Innovative  di cui al Decreto Rilancio (articolo 38, commi 7 ed 8, del decreto 34/2020), secondo le disposizioni del decreto attuativo MiSE – MEF (del 28 dicembre 2020) pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 15 febbraio 2021. La presentazione della domanda, la registrazione e la verifica dell’aiuto de minimis si effettuano esclusivamente tramite piattaforma telematica del ministero, secondo le istruzioni della circolare del MiSE del 25 febbraio 2021.Di norma, la domanda deve essere trasmessa prima dell’investimento nell’impresa beneficiaria da parte dell’investitore. Per gli investimenti effettuati nel 2020, però, è possibile fare richiesta anche dopo purché entro il 30 aprile 2021. Per l’accesso alla procedura servono: proprie credenziali SPID, PEC della PMI o Startup beneficiaria, una firma digitale. In caso di variazione dell’importo dell’investimento è necessario comunicare tempestivamente l’aggiornamento tramite la piattaforma, così da rideterminare dell’ammontare degli incentivi spettanti.Si tratta di una delle misure chiave del corposo pacchetto a sostegno delle nuove imprese innovative introdotto dal Dl Rilancio: contributi a fondo perduto, finanziamenti agevolati, agevolazioni fiscali (come il credito d’imposta per ricerca e sviluppo), nuovi benefici sia per investitori italiani sia gli stranieri che pensano di trasferirsi in Italia per sostenere l’ecosistema delle PMI e delle Startup innovative. Tutto questo, per rafforzare l’ecosistema delle imprese che fanno innovazione, leva strategica in fase di ripresa dall’emergenza Coronavirus. Vediamo una panoramica.

La nuova detrazione fiscale al 50% è riservato alle persone fisiche che investono in startup innovative, direttamente oppure tramite organismi di investimento collettivo che si concentrano prevalentemente su questo segmento. L’investimento va mantenuto per almeno tre anni, in caso contrario si decade dal beneficio e si deve restituire quanto già utilizzato, con interessi legali. L’importo massimo dell’investimento detraibile in startup innovative è pari a 100mila euro per periodo d’imposta, che diventano 300mila per gli investimenti in PMI innovative. Sulla parte eccedente si potrà detrarre il 30% dell’eccedenza, nel limite di 200mila euro, in tre esercizi finanziari.

Per la domanda, si dovrà accedere alla piattaforma “Incentivi fiscali in regime de minimis per gli investimenti in startup e PMI innovative” indicando i termini e i dati dell’investimento, prima di effettuarlo. Per quelli che invece sono già stati effettuati nel 2020, la comunicazione dovrà essere trasmessa dal primo marzo al 30 aprile.

Altre misure

E’ stata anche potenziata  l’agevolazione per favorire l’ingresso in Italia di imprenditori innovativi. Il visto per investitori, previsto dall’articolo 26 bis del dlgs 286/1998, è concesso per investimenti in startup innovative pari ad almeno 250mila euro (prima ci volevo un minimo di 500mila euro). Ed è stata dimezzato (a 500mila euro, dal precedente milione) l’investimento minimo previsto in strumenti rappresentativi del capitale di una società costituita e operante in Italia che viene mantenuto per almeno due anni.

Il Dl Rilancio ha poi previsto tutta una serie in incentivi, di cui diamo rapida sintesi di seguito.

Il termine di permanenza nella sezione speciale del Registro Imprese è stato prorogato di 12 mesi: quindi, la qualifica di startup innovativa (con tutte le agevolazioni del caso) vale per sei anni e non più cinque. E sono prorogati di 12 mesi anche tutti gli altri eventuali termini di decadenza per l’accesso a incentivi pubblici.

Il credito d’imposta per le attività di ricerca e sviluppo innovative è stato esteso alle spese per contratti di ricerca extra muros stipulati con startup innovative: l’agevolazione è al 12%, le spese concorrono a formare la base di calcolo del credito d’imposta per un importo pari al 150% del loro ammontare.

Previste risorse aggiuntive per il finanziamento agevolato alle startup innovative. Di questi, una quota parte è costituita da contributi a fondo perduto per l’acquisizione di servizi di incubatori, acceleratori, innovation hub, business angels e altri soggetti pubblici o privati operanti per lo sviluppo di imprese innovative, con l’obiettivo di potenziare gli ecosistemi per l’innovazione.

Ci sono poi altre risorse per il Fondo di sostegno al venture capital, destinati a sostenere investimenti nel capitale, anche tramite la sottoscrizione di strumenti finanziari partecipativi, l’erogazione di finanziamenti agevolati, la sottoscrizione di obbligazioni convertibili, o altri strumenti finanziari di debito che prevedano la possibilità del rimborso. E altre risorse del Fondo di garanzia PMI da destinare alle startup innovative.

Il nuovo Fondo per il trasferimento tecnologico (articolo 42 del decreto) mira poi a favorire la collaborazione di soggetti pubblici e privati nella realizzazione di progetti di innovazione e spin-off con l’obiettivo di sostenere iniziative e investimenti utili alla valorizzazione e all’utilizzo dei risultati della ricerca presso le imprese operanti sul territorio nazionale, con particolare riferimento alle start-up innovative. E’ previsto anche l’ingresso indiretto nel capitale di rischio e di debito del ministero dello Sviluppo economico. Viene creato uno specifico veicolo, attraverso l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo sostenibile, chiamato “Fondazione Enea Tech“.

Infine, il nuovo Fondo, «First Playable Fund» che riguarda esclusivamente il settore dei videogiochi finanziando le fasi di concezione e pre-produzione dei videogames, necessarie alla realizzazione di prototipi, tramite l’erogazione di contributi a fondo perduto, riconosciuti nella misura del 50% delle spese ammissibili, per un importo compreso da 10.000 a 200.000 euro per singolo prototipo. La legge fornisce una serie di dettagli sulle spese ammissibili, le imprese devono presentare domanda sulla base di procedure che saranno messe a punto da apposito decreto ministeriale.

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