22 Gennaio 2021, venerdì
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Servizi segreti italiani, Governo in bilico: Conte non cede la delega. La replica

sintesi e dettaglio a cura di Maria Parente

Disposto persino ad aprire una crisi di Governo, Conte non intende cedere la delega ai servizi e tantomeno farsi affiancare da un tecnico di suo fiducia che possa gestire la mansione: è chiaro come il Premier non voglia che sia messo in discussione la responsabilità politica dei Servizi segreti che la legge affida- senza riserva- al Presidente del Consiglio.  La legge n. 124/2007 del 3 agostoSistema di informazione per la sicurezza della Repubblica e nuova disciplina del segreto, pone per la prima volta il Presidente del Consiglio dei Ministri a capo dei servizi informativi e stabilisce che lui stesso – in via esclusiva – può detenere l’alta direzione e la responsabilità della politica dell’informazione per la sicurezza, l’apposizione e la tutela del segreto di Stato, determinare l’ammontare annuo delle risorse finanziare, provvedere al coordinamento dei servizi e impartire le direttive. Tuttavia, la legge prevede anche che “il Presidente del Consiglio dei ministri, ove lo ritenga opportuno, può delegare le funzioni, che non sono ad esso attribuite in via esclusiva, soltanto ad un Ministro senza portafoglio o ad un Sottosegretario di Stato, di seguito denominati ‘Autorità delegata‘”

SSI: QUALI SETTORI E VANTAGGI-I vantaggi che ne derivano da un acceso agevolato ai Servizi Segreti italiani sono molteplici ampliando i settori alle indagini di loro competenza: resta l’attività di indagine sull’antiterrorismo, sul contrasto al narcotraffico, sulla criminalità organizzata; ma a questi settori è stata aggiunta una fervente attività di controllo e difesa delle nostre strutture economiche, pubbliche e private. Negli ultimi anni una delle attività principali dei Servizi segreti italiani è lo spionaggio economico: la raccolta, la selezione e l’interpretazione di dati sensibili, il controllo delle infrastrutture (porti, autostrade ecc.), gli investimenti esteri in Italia e gli accordi internazionali pubblici e privati (Fincantieri, Vivendi-Mediaset e così via).

ACCUSE E REPLICHE-Una decisione discutibile che Renzi non vede di buon occhio, per quest’ultimo : “L’insistenza con cui Conte difende una cosa che né Monti, né Berlusconi, né Prodi e né io abbiamo fatto è incomprensibile e comincia a diventare sospetta. Ora, le ipotesi sono due: o il premier Conte non si fida del candidato Pd (e a questo punto si porrebbe anche un altro problema di fiducia all’interno della maggioranza), o il premier sta cercando di tenersi stretti i Servizi segreti per altre motivazioni”

La replica del Premier alle accuse di diffidenza mosse verso la sua scelta non tarda ad arrivare: ufficialmente Conte non fa parte di nessun partito, dunque non potrebbe affidare la delega dei Servizi segreti a un esponente di un eventuale partito di provenienza. In quel caso si “costituirebbe una struttura bicefala anomala“: da un lato la responsabilità politica del premier, dall’altro la delega affidata a un esponente di un altro partito.

LA SPIEGAZIONE DI CICCHITTO– “L’unica spiegazione di tutto ciò è che Conte vuole avere questo controllo per tre ragioni, una certamente difensiva”- riferisce a Il Tempo– “Quella difensiva è che evidentemente vuole avere la certezza che siano coperti e protetti aspetti che non vuol far conoscere della sua vita privata. La seconda ragione che evidentemente vuole incutere qualche timore specie ai suoi soci di governo. Tutto ciò non è affatto brillante, specie se si pensa che, in parallelo, tramite Arcuri egli ha anche il totale controllo su qualunque aspetto riguardante gli approvvigionamenti sanitari e anche, non si capisce proprio perché, sull’ex Ilva. La terza ragione deriva dall’autorizzazione a suo tempo da lui data al direttore del DIS Gennaro Vecchione perché desse tutti gli aiuti possibili e immaginabili anche utilizzando Aisi e Aise a Durham e Barr che stavano facendo per Trump contro indagini sul Russiagate avendo nel mirino i democratici e l’Fbi. Si ricorderà che Aisi e Aise fecero grandi ricerche su tal Mifsud, transitato per la Link University di Vincenzo Scotti. Evidentemente Trump divenne così affettuoso con ‘Giuseppi’ per questa disponibilità che adesso col cambio di presidente diventa molto imbarazzante. Non vorremmo che a causa dei problemi familiari di Grillo, dell’incompetenza in materia dei grillini e della sostanziale viltà di Zingaretti non diventiamo una sorta di variante di una repubblica sudamericana”.

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