26 Novembre 2020, giovedì
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Covid19,scandalo sanità italiana tra brogli e speculazione

a cura di Maria Parente

Ci voleva la pandemia per rivelare su scala planetaria il “disastro sanità” in Italia: da Nord a Sud, dalla Lombardia alla Calabria passando per il Molise, ogni regione sta evidenziando l’affanno dal punto di vista sanitario(ma anche economico) nella lotta territoriale al Covid19. Disorganizzazione, mancanza di personale, brogli: a rimetterci puntualmente è il popolo che nel momento dell’emergenza viene abbandonato a se stesso. Ancor di più con la pandemia in atto poiché priorità assoluta, per ricoveri e cure, è per i pazienti Covid i quali possono beneficiare delle terapie intensive a scapito di pazienti ammalati di altre patologie , che a dire dei dirigenti ospedalieri, non possono fare altro che “attaccarsi al tram”. Tradotto: non ci sono posti letto, né personale e tempo, da dedicare ad ammalati di differente categoria. Con la pandemia in atto, urgenza e priorità alla sue vittime.

Un dramma particolare è rappresentato dalle due regioni con la sanità commissariata, Calabria e Molise, di cui specificatamente si sta occupando la trasmissione “Titolo quinto” in onda il venerdì su Rai 3:la Calabria addirittura si scopre di non essere in possesso di un piano operativo territoriale per fronteggiare l’emergenza Covid19 oltre che i disagi vissuti all’interno delle strutture ospedaliere, mentre in Molise dalla Clinica Cardarelli di Isernia arrivano denunce circa la disponibilità ad accogliere pazienti gravemente ammalati che non siano Covid.

Solo un esempio , quello del nosocomio molisano, che presenta l’affanno quotidiano delle strutture ospedaliere ad occuparsi dei degenti indistintamente dalla malattia per cui vi si recano. Ed è proprio dalle numerose denunce di parenti e familiari, deceduti per mancanza di tempestivo pronto soccorso, affiora la drammatica realtà ospedaliera italiana : si muore per infarto, per la puntura di un vespide, per un malore improvviso. Racconti di uomini, donne, genitori, figli che assistono alla morte del proprio caro rimanendo inermi , senza poter far nulla, attendendo l’arrivo di un’ambulanza che talvolta e sempre più spesso, giunge sul posto trascorso il tempo utile ovvero quando per l’ammalato non c’è più niente da fare. E’ tragedia nel dolore, dolore nella tragedia: le Istituzioni ci hanno abbandonato. Chi sopravvive, alla fine dei giochi, dovrà ritenersi miracolato.

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