26 Novembre 2020, giovedì
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Coprifuoco, quel lontano 1943

Sono giorni, ormai, che nel lessico corrente è comparso il termine “coprifuoco” attribuendogli un accezione negativa, perché il pensiero corre al coprifuoco istituito nel 1943 e un brivido mi pervade. Invece, in questo periodo storico/sociale ricorrere a tale misura di contenimento sta a significare proteggerci da un nemico invisibile contro cui stiamo lottando.

In tutto il mondo si è attuato il coprifuoco dalle 23.00 di sera alle 5.00 del mattino per arginare il maledetto virus, ma ciò non significa che il covid nelle altre ore non circoli, la ratio sta nell ‘evitare la movida causa di assembramenti e noi abbiamo imparato che sono proprio gli assembramenti la causa primaria di contagio. Questa drastica misura, anche, in Italia è stata messa in campo a causa degli aumenti dei contagi delle ultime settimane con la curva epidemiologica peggiore e dopo la lombardia la regione più colpita è la Campania. Regione quest’ultima ad alta densità abitativa , con ospedali limitatamente attrezzati e con un vuoto di 18000 unità tra personale medico e paramedico.

Il Presidente De Luca, da Pater Familias, avendo ancora vivo il ricordo dei “furgoni di Bergamo”, le saracinesche abbassate di tanti negozi, la disperazione montante o anche il senso di responsabilità dei bambini ha ritenuto giusto prima chiudere le scuole, facendo poi un passo indietro per la scuola dell’infanzia e per la primaria che lunedi riapriranno in sicurezza, e poi attuare questo mini lockdown notturno limitando quanto è più possibile i danni economici esercitando un gran senso di responsabilità verso i suoi conterranei.

Dal 23 ottobre, quindi, in Campania saranno vietati gli spostamenti tra le province, salvo gli spostamenti connessi a motivi di salute, lavoro, comprovati motivi di natura familiare , scolastici, o altri motivi di urgente necessità. I cittadini campani dovranno provare le esigenze attraverso un autocertificazione, in ogni caso è consenti


E’ questo il momento del fare siamo nel pieno della seconda ondata da covid, non è il momento delle critiche distruttive perché non si ha tempo da perdere, la situazione in Italia è delicata e grave occorre favorire tutti gli elementi di unita del paese, delle comunità e di solidarietà evitando chiacchiere inutili. Dinanzi all elevato numero dei contagi nel nostro paese le mezze misure non servono più, prima si prenderanno decisioni forti ma equilibrate meglio è, più si ritarda più esse saranno gravi perché saranno assunte in pienissima emergenza.
Avv. Sabina Vuolo

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