Coronavirus, stop alla criminalità: meno reati tranne che sul web

Sul bilancio pesano, nel bene e nel male, i due mesi di lockdown. Che, giocoforza, hanno dato una mano al contenimento dei reati. Unica, parziale eccezione, come purtroppo hanno raccontato le cronache i femminicidi e gli atti di violenza e stalking sulle donne costrette in casa con compagni e mariti violenti.  

Il tradizionale Comitato nazionale ordine e sicurezza che la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese ha voluto tenere quest’anno a Milano per accendere i riflettori sui rischi delle infiltrazioni criminali nei settori produttivi devastati dall’emergenza Coronavirus ha tracciato il ritratto di un Paese luci ed ombre, solo apparentemente più tranquillo con dati sulla delittuosità in calo in quasi tutte le voci. Ma con, sottesi, grossi rischi sulla tenuta sociale e dell’ordine pubblico per la ripresa autunnale, anticipati sui numeri ( questi sì in crescita) degli atti intimidatori contro gli amministratori locali (+5 per cento rispetto allo scorso anno) e anche contro i giornalisti (ben il 51 % in più soprattutto con minacce sul web). La ministra ha anche comunicato il conferimento della delega alla Pubblica Sicurezza al viceministro Matteo Mauri, anche lui presente alla riunione.

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