Dark web: la parte sommersa di internet destinata ai mercati illeciti

|a cura di Maria Parente

Internet, la rete di telecomunicazione universale che unisce e connette tra loro popoli all’interno del globo terrestre, si rivela una delle più geniali intuizioni degli ultimi trent’anni quando nel 1991 quando il governo degli Stati Uniti d’America emana una legge, denominata High performance computing act, con cui per la prima volta viene prevista la possibilità di ampliare, per opera dell’iniziativa privata e con finalità di sfruttamento commerciale, una rete Internet fino a quel momento rete di computer mondiale di proprietà statale e destinata al mondo scientifico. 

Commercio, studi, relazioni umane, comunicazioni, politica e chi più ne ha ne metta: non si contempla ad oggi un settore che sia sfuggito alle trame del web, tutto perfettamente incastonato all’interno del World Wide Web (WWW),in cui le risorse disponibili sono organizzate secondo un sistema di librerie, o pagine, a cui si può accedere utilizzando appositi programmi detti web browser potendo dare sfogo a qualsiasi desiderio o necessità.

Quello che però non tutti conosco è il Dark Web(web non visibile) che si oppone nettamente al nostro amato Clear Web(web pulito): come descritto da numerosi magazine, l’internet a cui siamo abituati e che viviamo quotidianamente altro non è che la punta dell’iceberg, mentre resta sommerso la restante parte che non a tutti(per fortuna) è dato conoscere.

Esiste una grande quantità di termini utilizzati per descrivere la parte del Web non visibile; tuttavia, vale la pena sapere in che cosa questi due concetti differiscono se si intende navigare senza dare nell’occhio. Il termine Deep Web si riferisce a tutte le pagine Web che non possono essere identificate dai motori di ricerca. Il Dark Web, invece, si riferisce ai siti che contengono intenti criminali o contenuti illegali, nonché ai siti di commercio dai quali l’utente può acquistare beni o servizi illegali. In altre parole, il deep Web include tutto ciò che si trova al di sotto della superficie a cui è possibile accedere utilizzando il software giusto, compreso il dark Web. 

Ad alcuni utenti il deep Web permette di aggirare le restrizioni locali e accedere a servizi TV o film che potrebbero non essere disponibili nelle aree locali. Altri lo usano per scaricare musica illegalmente o impossessarsi di film non ancora disponibili al cinema. Allo stesso tempo, però, la parte oscura del Web può rivelarsi sinistra, immorale o, semplicemente, strana. Per esempio, i dettagli delle carte di credito sono disponibili nel dark Web a una manciata di dollari per documento, ma non solo si può trovare qualsiasi cosa, da documenti di cittadinanza a passaporti falsi, fino ad arrivare a sicari professionisti.

Grazie all’utilizzo di strumenti di crittografia e anonimizzazione sia da parte degli utenti che dei siti Web, non vi è praticamente traccia di organismi incaricati del rispetto delle norme all’interno del dark Web. Ciò significa che è possibile trovare sulla rete qualsiasi tipo di materiale che vada ben oltre i limiti del buon gusto e della morale decenza, tra cui contenuti illegali “per adulti” che potrebbero segnare chi li guarda per tutta la vita. 

L’OPINIONEUna realtà parallela che sopravvive negli abissi, quella del dark web, e che ci rendiamo conto potrebbe metterci nei guai da un momento all’altro: chiunque inconsapevolmente e spinto dalla curiosità, potrebbe decidere di approcciare al lato oscuro e deprezzante che caratterizza il nostro amato web e ritrovarsi, ad esempio tra tante ipotesi, con il conto corrente svuotato oppure ritrovarsi perseguitato da qualche allucinato per fini che non ci è dato conoscere. Così come la vita reale, il web non può essere esente da macchie: non è tutto oro ciò che luccica ma noi abbiamo l’arguzia per smascherarlo; l’apparenza inganna e noi sicuramente non ci lasceremo fregare.

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