Aiuti al Mezzogiorno,Lega e Forza Italia: “Una misura elettorale”

Il decreto Agosto di 25 miliardi come al solito non accontenta nessuno e fa venire a galla le vecchie divisioni tra Nord e Sud. Confindustria esprime un giudizio poco lusinghiero sull’intera manovra perché si aspettava misure e risorse tutte centrate sul lato dell’offerta, ovvero risorse dirette agli imprenditori e meno incentivi a pioggia che dovrebbero spingere comunque la domanda dei consumatori. Ma quello che più ha sconcertato viale dell’Astronomia è la fiscalità di vantaggio che dovrebbe favorire le imprese del meridione con il taglio del 30% dei contributi per tutti i lavoratori già assunti e i neo assunti.

Una critica esplicita non c’è stata, perché potrebbero risentirsi le associazioni confindustriali del Mezzogiorno visto che la nuova presidenza nazionale è a trazione ipernordista.

A parte quelli della maggioranza che esaltano come è ovvio il decreto Agosto, anche l’opposizione non gira tanto il coltello nella piaga, non critica quel segnale forte che da Palazzo Chigi e dal ministero dell’Economia è arrivato per il Sud. Forza Italia e Fratelli d’Italia hanno il loro core bussiness elettorale da Roma in giù e quindi va bene la fiscalità di vantaggio se dovesse aiutare gli elettori di quelle Regioni. Qualche voce fuori dal coro che le cose le dice tutte però c’è.

Matteo Salvini non può sbilanciarsi più di tanto con la sua Lega nazionale che ha buttato alle ortiche la Lega Nord e ora si presenta sullo Stretto di Messina con un suo candidato sindaco a Reggio Calabria. Chi invece in casa Carroccio non ha peli sulla lingua solo i leghisti Roberto Calderoli e Paolo Grimoldi che hanno sentito Confindustria in Lombardia, Veneto, Emilia, Piemonte. Ovvero le Regioni più colpite dal Covid.

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