Maternità utopica: le donne rinunciano ad avere figli dopo il covid19

Il Rapporto Annuale dell’Istat 2020 racconta un Paese stanco, avvilito da una drammatica crisi dell’occupazione che penalizza in particolare le donne, i bambini e i ragazzi più disagiati. Un’Italia in cui non si nasce più, nonostante il desiderio di maternità : secondo alcune simulazioni, afferma l’Istat, la paura e l’incertezza causate dalla pandemia porteranno entro il 2021 a un calo di 10mila nuovi nati, passando dai 435mila del 2020 a 426mila alla fine del 2021. Se però la crisi economica non dovesse alleggerirsi, la previsione diventa tragica: i nati, sempre alla fine del 2021, potrebbero scendere, addirittura, a 396mila. In pratica un’Italia senza più figli.

sleeping newborn baby in a wrap; Shutterstock ID 372459130; PO: ottobre

L’Italia è un paese a permanente bassa fecondità. La rapida caduta della natalità potrebbe subire un’ulteriore accelerazione nel periodo post-Covid. Un calo che dovrebbe mantenersi nell’ordine di poco meno di 10mila nati, ripartiti per un terzo nel 2020 e per due terzi nel 2021. La prospettiva peggiora ulteriormente se agli effetti indotti dai fattori di incertezza e paura si aggiungono quelli derivanti dallo shock sull’occupazione. I nati scenderebbero a circa 426mila nel bilancio finale del corrente anno, per poi ridursi a 396mila, nel caso più sfavorevole, in quello del 2021.

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