Accertamenti fiscali a sfondo sessuale: la denuncia del dottor Lemme

|a cura di Maria Parente

Si dice che l’amore non ha età ma a quanto pare tra i due agenti del fisco beccati ad amoreggiare durante l’accertamento non ha nemmeno pudore: è quanto accaduto e raccontato dal dottor Alberico Lemme, farmacista e opinionista, noto al grande pubblico per le sue diete stravaganti che hanno suscitato per lungo tempo clamore e perplessità, poi smentite dalle testimonianze di chi seguendo quel regime alimentare da lui proposto è guarito persino dalla bulimia. Ma torniamo al fatto.

La verifica era, a detta dell’agenzia, «di routine» (Ires Irap Iva) per estrazione a sorte occasione “ghiotta”per contestare affitti a loro avviso «troppo alti» in alcuni immobili di Lemme, ma, a detta di Lemme «senza nemmeno vedere i locali, le cui tasse pagavo con un’altra società proprietaria degli immobili. Per loro, però, erano due società separate e quindi, se volevo, potevo solo in un secondo tempo chiedere decurtazione sull’altra società. Siccome sulle bollette luce e gas c’era l’indirizzo del contatore e non dello stabile, dicevano che le utenze non erano costi deducibili. Sarebbe bastato spegnere i contatori per verificare».

Ma la denuncia del dottor Lemme non vuole contestare l’accertamento svolto dagli agenti quanto le modalità secondo cui sarebbe avvenuto il lavoro di verifica: difatti sembrerebbe che una volta giunti nell’ufficio di Lemme, servendosi di un altro ufficio a disposizione in cui le ragioniere del dottore tengono la contabilità, i due svolgono il compito coccolandosi tra il controllo di un faldone e l’altro. Peccato che l’ufficio sia munito di telecamere. Lemme parla di «baci, effusioni a sfondo sessuale e amoreggiamenti tra i due accertatori>>.

Senza contare, spiega sempre Lemme, che i funzionari avrebbero «messo mano anche a documenti di altre società che nulla avevano a che vedere con la verifica in questione. Aprendo cassetti, rovistando negli scaffali E dire che i miei collaboratori ed io avevamo offerto loro di accompagnarli nei locali in oggetto di presunti illeciti fiscali, di verificare i contatori di gas e luce».

“È tutto depositato agli atti dai miei avvocati presso il Tribunale di Monza. Si tratta di un atto di citazione per comportamento scorretto, illecito e vessatorio, con tanto di prove ovviamente, sia cartacee che video. Vorrei farli condannare al pagamento di 464.800mila euro”

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