Rivoluzione Eni, la neutralità carbonica sarà il punto di svolta

Il 14° Rapporto di sostenibilità di Eni rilancia: neutralità carbonica nel lungo termine, modello per l’eccellenza operativa, alleanze per lo sviluppo locale.

L’ad Claudio Descalzi (nella foto nel tondo) riconferma l’impegno in questa direzione della azienda che guida. “Il momento storico che stiamo attraversando sta mettendo sul nostro cammino sfide complesse, ma siamo convinti che dalle difficoltà possano nascere nuove opportunità. Gli impegni che abbiamo preso per portare avanti il processo di trasformazione sono ancora più forti oggi, così come la nostra determinazione al contrasto del cambiamento climatico”.

La strategia Eni punta a ottenere la riduzione del 30% al 2035 e dell’80% al 2050 delle emissioni nette (oggi 537 milioni di tonnellate di Co2 ) riferibili all’intero ciclo di vita dei prodotti energetici venduti, che includono emissioni Scope 1, 2 e 3, (oltre la soglia del 70% indicata dalla IEA nello scenario SDS compatibile con gli obiettivi dell’Accordo di Parigi) e del 55% dell’intensità emissiva rispetto al 2018. Per centrare questi obiettivi Eni ha in programma la progressiva riduzione della produzione di idrocarburi, principalmente nella componente oil, dopo il 2025 e la crescente incidenza delle produzioni gas: il mix produttivo avrà una componente gas del 60% al 2030 e di a circa l’85% al 2050.

Altro pilastro della strategia di decarbonizzazione Eni sarà il raggiungimento di una capacità di produzione di energia da rinnovabile per almeno 55 GW al 2050: nel prossimo quadriennio è previsto un investimento di 2,6 miliardi di euro e una potenza elettrica installata da fonti rinnovabili di 3 GW al 2023, che salirà a 5 GW nel 2025 con l’ambizione di arrivare a oltre 25 GW al 2035.

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