La Giustizia esce di scena ventotto anni fa, ma con dignità

|a cura di Maria Parente

Improvvisamente, l’inferno. In un caldo sabato di maggio, alle 17:56, un’esplosione squarcia l’autostrada che collega l’aeroporto di Punta Raisi a Palermo, nei pressi dell’uscita per Capaci: 5 quintali di tritolo distruggono cento metri di asfalto e fanno letteralmente volare le auto blindate. Muore Giovanni Falcone, magistrato simbolo della lotta antimafia. È il 23 maggio 1992.

19 luglio, 57 giorni dopo. Il magistrato Paolo Borsellino, impegnato con Falcone nella lotta alle cosche, va a trovare la madre in via Mariano D’Amelio, a Palermo. Alle 16:58 un’altra tremenda esplosione: questa volta in piena città. La scena che si presenta ai soccorritori è devastante

Palermo, 26 anni dopo: due cortei in memoria di Falcone ...

Le vite di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino sono intrecciate fin dall’inizio. Entrambi nacquero a Palermo: Giovanni il 20 maggio 1939, Paolo 8 mesi dopo, il 19 gennaio. Ed entrambi crebbero nella Kalsa, l’antico quartiere di origine araba di Palermo, zona di professori, commercianti ed esponenti della media borghesia. Abitavano a poche decine di metri di distanza l’uno dall’altro e furono amici fin da bambini: si ritrovavano a giocare in piazza della Magione.

Questa foto è sicuramente una delle più celebri che ritraggono due uomini di giustizia, valore in cui credevano fermamente, per cui hanno consacrato la vita. La Stragi che a 57 giorni di distanza nel 1992 hanno fatto dono della Vita eterna ai giudici #GiovanniFalcone e #PaoloBorsellino, strappandoli ad un mondo ingiusto in cui la giustizia non è considerata un valore ma mera utopia, rimaranno scolpite nella storia ed il loro eco attraverserà le generazioni future per ricordare il giorno, momento esatto, in cui si dichiara la morte della Giustizia.

23 maggio 1992-19 luglio 1992

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