27 Settembre 2021, lunedì
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Giuseppe Conte convoca nella giornata il ”Consiglio dei Ministri”: questione ‘liquidità’ sarà il tema principale

E’ previsto stamattina il Consiglio dei Ministri per discutere sul decreto per la liquidità. La trattativa resta delicata e al centro del dibattito c’è la discussione sulla quota di garanzia statale da assicurare per i prestiti bancari alle imprese e soprattutto, il ruolo di Cassa Depositi Prestiti. In mattinata il premier Giuseppe Conte convoca il titolare del Mef Roberto Gualtieri e l’ad di Cdp Fabrizio Palermo.

Ma il Cdm è previsto per le 11:30 ma non è stato ancora ufficialmente convocato, infatti c’è un rischio dello slittamento di qualche ora..

Al Cdm verrà discusso anche il decreto scuola e il provvedimento per l’estensione del golden power. Nel dl liquidità sarà inserita una ulteriore sospensione delle scadenze fiscali. Ma è il tema delle garanzie ai prestiti alle aziende è all’ordine del giorno. Il confine tra la necessità di ”erogare denaro in modo veloce” e le ”opportune verifiche della solvibilità” di chi chiede il prestito è più che mai ‘veloce’ in quest’era del Covid19. “La garanzia statale sia al 100% per prestare a aziende e partite Iva somme pari al 25% del fatturato 2019”, ha dichiarato Matteo Renzi.

“La garanzia sarà al 90% per i prestiti fino a 5 mln di euro, potendo arrivare al 100% con la controgaranzia dei Confidi e con una valutazione che tiene conto solo della situazione pre-crisi Covid-19”, spiega Patuanelli.

Sui prestiti alle grandi aziende nel Mef si continua a spingere fino all’ultimo affinché lo Stato dia garanzie attraverso Sace, scorporando quest’ultima da Cdp e facendola acquisire direttamente dal Mef. Ma il M5S tiene il punto. “Così si snatura totalmente Cdp, e quindi il sistema”, sottolinea una fonte qualificata M5S.

Conte, dopo il dl liquidità, si concentrerà sulle riaperture e cresce anche l’ipotesi di una cabina di regia, che sarà attività sul decreto di aprile, che comprenda un numero ridotto (3, si fa come esempio) di governatori e sindaci, oltre ai rappresentanti delle parti sociali e del comitato scientifico.

Nel frattempo sia a Palazzo Chigi che al Mef si guarda alla direzione che prenderà l’Ue. La battaglia dell’Italia sugli eurobond sarà condotta fino alla fine.

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